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La Nuova Sardegna
10 ottobre 2004
Da occasionali a patologici, il passo è breve
di Serena Lullia
Il gioco d'azzardo è un fenomeno ancora poco conosciuto in Italia, sommerso, mascherato, ma di proporzioni considerevoli e con un numero di vittime in costante aumento. Nel 1995 Rolando De Luca psicologo psicoterapeuta ha cominciato un lavoro con alcuni giocatori d'azzardo e con le loro famiglie che ha portato, nel 1998, alla costituzione del primo gruppo terapeutico a Campoformido (Ud). <<E'impossibile sapere _ spiega l'esperto _ quale, tra i giocatori occasionali o abitudinari diventerà con il tempo un giocatore patologico e quindi quante famiglie verranno coinvolte nelle dipendenza; l'unico modo sicuro per non diventarlo è quello di astenersi dal gioco perché, solo giocando ci si espone a rischi che possono portare a situazioni dagli esiti purtroppo prevedibili>>. <<Il gioco d'azzardo patologico _ prosegue De Luca _ viene considerato un disturbo del controllo degli impulsi e allo stesso tempo una forma di dipendenza in quanto, chi gioca per abitudine difficilmente riesce a controllarsi, anzi aumenta progressivamente le somme di denaro e il tempo destinati al gioco nascondendo la gravità del problema a sé stesso e ai familiari>>. Di solito chi ha un grave problema con il gioco è l'ultimo ad accorgersene e ad ammettere la propria patologia, perciò molto raramente ricorrerà di sua spontanea volontà ad un'adeguata terapia. Un grande aiuto arriva dalla famiglia e dalle strutture specializzate. <<Mettersi in contatto con noi significa riuscire a recuperare una situazione prima che si verifichino conseguenze drammatiche>>.
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