"Ho provato sulla mia pelle - ammette Ezio, cuoco udinese - che il gioco è una malattia e chi comincia è rovinato in partenza. La rovina per la mia vita e per quella di chi mi era vicino è stato il casinò. Confesso che qualche schedina al superenalotto la gioco ancora, ma piccole puntate. Conosco invece persone che spendono centinaia di migliaia di lire ogni settimana e sicuramente non finiranno bene".

Sabato 6 febbraio, ore 11. Davanti alla ricevitoria "Le Alpi" di piazzale Osoppo, a Udine, comincia ad accalcarsi un nutrito gruppo di persone. "Perché gioco? Si buttano via soldi in molti modi - ammette Franco, autista di mezzi pubblici - tanto vale tentare un colpo di fortuna". Il gioco del lotto è considerato addirittura come una vera e propria tradizione. Alida, che di professione fa l'infermiera, racconta che da sempre ha visto sua madre giocare al lotto. "così ho voluto provare anch'io. I numeri li prendo soprattutto dai giornali specializzati e mi è capitato di fare qualche piccola vincita, ma solo per coprire le spese.

"Non mi ricordo quando ho cominciato - afferma Marco, impiegato bancario - in casa mia ho sempre visto giocare al lotto. Comunque, chi gioca poco vince poco, e questo è anche il mio caso, però mi piace tentare la fortuna".

La mania del lotto ha contagiato intere famiglie. "Non so chi ha iniziato a giocare a casa mia - racconta Valentina, studentessa universitaria di 28 anni -. Io ho cominciato per curiosità, un po' guardando i programmi in televisione, un po' perché ho vinto subito una piccola cifra che mi ha incentivato. Una volta al mese, poi, compilo un sistema con tutti i componenti della famiglia": Se ci si sposta dal nord al sud della città di Udine, la situazione non cambia. Ricevitoria n. 123 di Via Roma, ore 12. Nicola, pensionato, gioca da 5 anni, incentivato anche lui da qualche vincita. "Per me il gioco è una mania, lo considero un vero e proprio hobby".

C'è poi tutta una "sistemistica" dietro ai numeri e alle probabilità che essi vengano estratti. Molti giocano numeri a caso, affidandosi al destino o seguendo il proprio intuito. Le ricevitorie, invece, compilano diversi sistemi e li propongono di solito a 50 o 100 persone, per lo più clienti fissi. Marcella è pensionata e recentemente ha vinto con una schedina precompilata dalla ricevitoria. "La passione per il gioco - afferma - è iniziata leggendo i giornali e guardando la televisione, ma cerco di trattenermi dal giocare grosse cifre". Secondo Maria Antonietta, insegnante in pensione, "giocare è solo un passatempo, un puro divertimento" per cui a volte ammette anche di dimenticarsi di guardare le estrazioni. Anche i giovani si stanno appassionando, anche se spesso tentano la fortuna solo per curiosità e giocano cifre basse. "Gioco molto di rado - racconta Luca, geometra di 27 anni - e non spendo molti soldi, anche perché tutto dipende dalla fortuna e non dai soldi che si puntano".