UDINE - Il videopoker e il gioco d’azzardo come l’alcol o la droga: delusi dalle terapie tradizionali, sempre più oppressi dai debiti, intenzionati comunque a uscire dal tunnel della dipendenza, 100 giocatori incalliti - 64 sono friulani, 16 di Trieste, 20 provengono da diverse zone del Nordest d’Italia - hanno deciso di dare un taglio alle loro traversie, di riappropriarsi del loro cervello e, quindi, della loro stessa esistenza. Per questo hanno deciso di andare a scuola, cioè di farsi curare assieme alle rispettive famiglie, per non dover più ricadere nella spirale perversa del gioco d’azzardo. La loro scuola è a Campoformido, piccolo paese alle porte di Udine, dove da diversi anni è attivo un Centro per il recupero dei giocatori incalliti. «Il 90 per cento dei giocatori che frequenta il nostro centro - ha detto lo psicologo e psicoterapeuta Rolando De Luca - smette in tempi relativamente brevi di giocare, mentre il restante dieci per cento diminuisce di molto la propria dipendenza dal gioco. Coloro che non frequentano con costanza le lezioni, invece, quasi sempre ricadono nella spirale». La tecnica usata da De Luca - impegnato anche in attività nei club degli alcolisti in trattamento (metodo Hudolin) - è molto semplice. «Consiste - spiega - in una radicale terapia di gruppo dove le famiglie dei giocatori sono attivamente coinvolte nel recupero del soggetto». «E non può essere altrimenti - ha spiegato De Luca - nel senso che le famiglie devono collaborare con il congiunto se vogliono risolvere alla radice il problema». La cronaca, intanto, continua a registrare nuovi casi di «giocodipendenza». Due ragazzini dell’hinterland milanese rubavano i soldi ai rispettivi genitori per giocarseli al bar. Prelevavano piccole somme da portafogli e borsellini della spesa appoggiati sui mobili di casa (20, 30 o 40 mila lire alla volta), che poi venivano quotidianamente ingurgitate dai videopoker. Sono stati un 15enne di San Donato Milanese e un 17enne di Melegnano a causare i controlli a tappeto eseguiti da lunedì a ieri dai carabinieri della Compagnia di San Donato Milanese (Milano), dai quali si erano recati i genitori dei ragazzi, disperati per il vizio incontrollabile dei loro figli. Così è partito un meticoloso piano di verifica di 100 e più bar della provincia sud-est di Milano. Le persone denunciate a piede libero per gioco d’azzardo aggravato (dal fatto di essere esercitato in un esercizio pubblico) sono state 16: 8 avventori e 8 gestori. I gestori, se riconosciuti colpevoli, rischierebbero fino a 2 anni di arresto, mentre i "giocatori" fino a 8 mesi oltre a un milione di multa.