Il centro di terapia di Campoformido è gestito dall'Agita ¿ Associazione per il recupero dei giocatori d'azzardo ¿ con il sostegno del Comune di Campoformido, che ha patrocinato l'iniziativa mettendo a disposizione una sala per gli incontri dei gruppi terapeutici e un recapito telefonico cui tutti possono rivolgersi se interessati o coinvolti nel problema.
Il Centro è nato nel 1998 con la costituzione del primo gruppo terapeutico dei giocatori e dei loro familiari, dopo un lavoro iniziato su alcuni giocatori e le loro famiglie già dal 1995. Il suo obiettivo principale è quello di trovare una strategia terapeutica che consenta ai giocatori d'azzardo e alle loro famiglie di raggiungere, mantenere l'astinenza dal gioco d'azzardo e riscontrare a lungo termine (anni) risultati positivi. Attualmente i gruppi di terapia sono nove e coinvolgono tra giocatori d'azzardo e familiari oltre cento persone.

La prima richiesta d'aiuto giunge dal giocatore d'azzardo stesso ma più frequentemente da un suo familiare. Ad essa fanno seguito alcuni colloqui allo scopo di creare i presupposti per l'ingresso nel gruppo terapeutico, colloqui che coinvolgono anche la famiglia.
Il coinvolgimento di tutta la famiglia nella terapia di gruppo fa sì che i familiari si rendano conto che ad avere bisogno di aiuto non è esclusivamente il giocatore, ma tutti i componenti del nucleo familiare.
Dopo questa prima fase, la famiglia e il giocatore sono inseriti in un gruppo, in cui il numero dei giocatori non supera mai le dieci unità. Le sedute si effettuano una volta a settimana, con durata di due ore.
La durata della terapia è di alcuni anni e questo viene comunicato fin dal primo colloquio per evitare che nascano aspettative di cambiamenti immediati. Tra le regole da rispettare c'è l'impegno da parte del giocatore a non giocare d'azzardo, la definizione dell'ammontare dei debiti derivata dal gioco e la programmazione del risarcimento, l'accettazione da parte del giocatore del controllo finanziario da parte dei familiari. E' anche previsto che in caso di eventuali momenti di difficoltà dovuti all'astinenza da gioco i giocatori potranno prendere contatto con altri membri del gruppo.
Il giocatore scopre, partecipando al gruppo, di non essere il solo ad avere problemi, poiché riconosce sofferenze e difficoltà comuni agli altri componenti del gruppo. All'interno del gruppo la sofferenza del giocatore si ridimensiona divenendo sofferenza condivisa da tutti e quindi è vissuta dal giocatore con minori sensi di colpa. Inoltre, il confronto con altri giocatori fa scattare nell'individuo un comportamento "imitativo": gli ex-giocatori d'azzardo, quelli che non giocano più, possono "generare" altri non giocatori d'azzardo. Nello specifico, il gruppo terapeutico ha la finalità fondamentale di indurre un cambiamento nell'atteggiamento che assumono il giocatore e la sua famiglia nei confronti del problema del gioco d'azzardo, superando il bipolarismo giocare-non giocare.