"Anche la nuova legge, che assegna ai Monopoli di Stato la paternità dei controlli sui giochi, è servita a poco: ’illegalità continua a imperversare, anzi è in continuo crescendo.A rimetterci sono coloro che agiscono nella regolarità". Parole di Federico Perseo, titolare dell’omonima sala gioco di Pordenone, che aggiunge: "L’utilizzo dei videogiochi ha subìto un crollo: gli incassi sono in calo di oltre il 50 per cento.Ormai gli adolescenti trovano tutto a casa: dalla play station ad altri giochi al computer. Riscuotono ancora successo, invece, i giochi aggreganti: dal biliardo al ping-pong, al calcetto". Interpellato su un tema, quello dei giochi, che fa discutere anche a livello nazionale, non usa mezzi termini e denuncia pubblicamente il quadro della situazione: "Nel territorio provincial saranno oltre dieci i bar che agiscono nell’illegalità.
Utilizzano - sostiene Perseo - i "casinò online": dalla postazione del locale è possibile giocare via internet puntando sul casinò ad essa collegato. Il titolare del bar rifornisce l’utente in caso di vincita ma incassa i soldi ricavati dalle carte prepagate per il collegamento internet". Un circolo vizioso difficile da stroncare, sostiene Perseo: "E’ molto difficile da colpire perché la navigazione internet è libera. Francamente non so dire se il problema sia quello dei controlli". Le misure finora adottate per bloccare questi giri "dietro le quinte" non hanno portato, afferma ancora il titolare della sala giochi, i risultati sperati: "Si è cercato di regolamentarli con i giochi d’azzardo, ma è valso a poco o niente. Ci ha provato anche il sottosegretario all’Economia, Manlio Contento, uno dei promotori della legge che consente vincite in denaro con apparecchiature regolari". Un’osservazione che Perseo motiva così: "I casinò online sono più gestibili, soprattutto consentono vincite superiori a quelle conseguite con le apparecchiature statali. C’è, infatti,maggiore flessibilità e controllo delle vincite che vengono pilotate in modo tale da stimolare l’utente a tornare a puntare in denaro.
Opzione non possibile con le macchine normali, quelle meccaniche". Si riscontra, di conseguenza, un generale calo nell’utilizzo di giochi quali, ad esempio, le slot machine: "Al boom iniziale segue un period di calma: i produttori - riferisce ancora Perseo – non vendono più. Per chi agisce in onestà è tutto più difficile: basti pensare che le apparecchiature vanno collegate in rete tra loro. La burocrazia è come una valanga".
Su questo andazzo si sofferma anche Luca Pellegrini, titolare del Bar ai Tortiglioni, di Casarsa: "I più fanatici del gioco preferiscono i casinò online.
Sarà imminente, così pare, un’ondata di controlli: mi auguro - dice Pellegrini - che possano ripristinare la legalità, ma vedo che c’è chi continua a fare quello che vuole. Noi abbiamo 8 slot machine e riusciamo a trattenere ancora gli appassionati del gioco, anche se risente dei giri illegali". Quindi, aggiunge: "Ora c’è una legge precisa, chiara, che dovrebbe contribuire a fermare chi non opera come dovrebbe". Sui video giochi conferma la tendenza: "Non vanno più, ormai i ragazzi hanno il computer che utilizzano anche per i giochi".