Sono per lo più frequentatori dei vicini casinò della Slovenia coloro che - sono circa l'1% della popolazione - si ammalano di gioco d'azzardo in Friuli Venezia Giulia. Ma anche il videopoker comincia a mietere sempre più vittime.
Ad affermarlo è Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta che da sei anni si occupa di questa che è una vera e propria patologia ed è diventata un'attività di massa (ogni anno in Italia si spendono 40 miliardi nel gioco).
Visto l'allargarsi del fenomeno, De Luca, che da diciotto anni conduce un club di alcolisti in trattamento, ha iniziato ad occuparsi di alcune famiglie di giocatori d'azzardo. Dal '98 questa attività ha avuto il patrocinio del comune di Campoformido che ha messo a disposizione i locali in cui il gruppo settimanalmente si incontra.
E proprio a Campoformido, venerdì 10 marzo, è stato organizzato un incontro pubblico sul tema del gioco d'azzardo, con la proiezione di un filmato. Dal 6 all'8 aprile, invece, a Forte dei Marmi, De Luca parteciperà, con un workshop, al primo convegno internazionale su "Il Gioco e l'azzardo", organizzato da Alea, Associazione per lo studio del gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio.
"Si tratta di un fenomeno nascosto - afferma De Luca - a causa del senso di colpa molto accentuato che lo accompagna". Ecco allora l'importanza di convegni e incontri pubblici.
A campoformido De Luca conduce due gruppi, uno più avanzato, cui partecipano sia i giocatori che i loro familiari. Assieme a De Luca lavorano anche la dott. Collevati e la sociologa Zoccolan.
Perché si inizia a giocare? "E' un modo per abbassare i livelli d'ansia e la sofferenza della vita", risponde lo psicologo. La più importante occasione di tentazione è rappresentata dai casinò. Di coloro che sono passati per il gruppo - sono un centinaio tra giocatori e loro familiari - il 50% gioca al casinò, il 20% alle corse dei cavalli. Al terzo posto (15%) si collocano i videopoker, quelle macchinette sempre più diffuse nei bar e contro le quali proprio il sindaco di Campoformido, Pietro Fontanini, ha recentemente emesso un'ordinanza che le vieta, se non conformi a determinati parametri di legge ("c'è anche chi vi ha perso decine di milioni"). La restante percentuale dei giocatori perde il suo denaro al Lotto e al Superenalotto. La terapia applicata a Campoformido, che può durare anche qualche anno, ha successo. Il 90% dei frequentanti non gioca; il 10% gioca cifre basse.
La percentuale di abbandono del gruppo è del 30% e di questi l'80% ha ripreso a giocare. Quello di De Luca è l'unico centro, assieme a quello di Bolzano, a fare questo lavoro sempre più richiesto: "Pensi che abbiamo ricevuto telefonate anche da Caserta", sottolinea De Luca.
Gli interessati possono telefonare al numero 0432/728639