| |
Il Sole 24 Ore
29 dicembre 2004
Campoformido, terapia per giocatori patologici
di Luana De Francisco
Hanno meno di cinquant'anni, sono sposati, per lo più lavoratori autonomi, con una preparazione scolastica media inferiore, prevalentemente maschi. Tutti accomunati dalla passione per il gioco d'azzardo. Sono i giocatori patologici, quelli che delle scommesse, le puntate al casinò e le lotterie fanno una malattia. In Friuli Venezia Giulia, dove da quasi dieci anni opera il Centro di terapia di Campoformido (Udine) per giocatori dazzardo e le loro famiglie, il fenomeno coinvolge circa il 3% della popolazione adulta. Senza contare coloro che, all'interno del nucleo familiare, subiscono le conseguenze della patologia. Il Centro, che da quattro anni opera in sinergia con l'Agita, l'associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie con sede nel municipio di Campoformido e che ora ha assunto rilievo nazionale (il 24% dei pazienti arriva da fuori regione), assiste un centinaio di famiglie divise in nove gruppi terapeutici. L'obiettivo spiega Rolando De Luca, psicoterapeuta e responsabile del Centro è di raggiungere e mantenere l'astinenza dal gioco nell'immediato e di produrre cambiamenti relazionali profondi a distanza di anni non solo nel giocatore, ma anche all'interno di tutta la famiglia. Partecipando al gruppo, il giocatore riconosce sofferenze comuni, che lo inducono a ridimensionare i sensi di colpa. I dati emersi negli anni dell'attività clinica evidenziano un'incidenza maggiore del disagio tra i giocatori di sesso maschile (l'85% contro il 15% delle donne) con un'età media elevata (51% tra i 40 e i 50 anni, 22% tra i 50 e i 60 anni e 6% oltre i 60). Nel 65% dei casi, i partecipanti ai gruppi terapeutici sono sposati, nel 73% sono lavoratori autonomi e nel 48% sono in possesso di una licenza media. A tentarli è soprattutto il casinò (51%), seguito dalle corse ai cavalli (21%), il lotto (15%) e i videopoker (13%). Un ciclo completo di corsi, con cadenza settimanale, dura almeno tre anni. La maggioranza dei giocatori che frequentano il gruppo continua De Luca non gioca più d'azzardo. Fino ad ora, la terapia è stata abbandonata dal 30% dei giocatori. Il 71% partecipa accompagnato dai familiari, il 5% da solo mentre nel restante 24% dei casi partecipano i soli familiari.
|