«Nel 1994 gli italiani spendevano nel gioco legale
6,5 miliardi di euro, nel 2004 si è arrivati a 23 miliardi, con un montante
quadruplicato. Non sono un economista, ma mi chiedo quale grossa azienda
è riuscita a fare meglio?». Rolando De Luca è lo psicoterapeuta che da
22 anni a Campoformido (Udine) si occupa del "recupero" dei giocatori patologici
(www. sosazzardo.it). Di famiglie disastrate, di gente sull'orlo del suicidio
ne ha conosciute a centinaia. Madri che hanno bruciato i risparmi di una
vita per i numeri ritardatari del lotto, professionisti rimasti senza lavoro
per sfidare a colpi di "1 x 2" la malasorte. E le occasioni di gioco si
sono moltiplicate: ogni settimana vi sono 14 tra estrazioni, risultati
di schedine e concorsi.
Si rischia l'overdose da scommessa?
Il problema
è che lo Stato incentiva l'azzardo. La mia non è polemica, prendo solo
atto di come stanno le cose. Faccio un esempio: nel momento in cui si autorizzano
le persone a passare su un ponte pericolante, non si può dire ? una volta
crollato il ponte ? che sono stati loro a voler correre il rischio, vi
è anche un'evidente responsabilità di chi li ha fatti passare. Così fa
lo Stato. Nel momento in cui si propongono in continuazione nuovi giochi
d'azzardo, si aumenta la frequenza delle estrazioni, si sostituiscono le
macchinette dei videopoker nei bar con le slot-machine, si propone la creazione
di "parchi urbani del divertimento", ovvero il casinò sotto casa, lo Stato
si comporta appunto come chi sa di far passare i pedoni su un ponte pericolante,
che prima o poi precipiterà.
Però nessuno obbliga a rovinarsi tra "smorfia"
e gratta e vinci.
Non si può sostenere, tanto per lavarsi la coscienza,
che i cittadini sono liberi di scegliere se giocare o meno. Aumentando
la pubblicità e dunque invogliando all'azzardo, è un po' come si faceva
una volta con gli spot delle sigarette: si incentiva, si induce ad assumere
certi comportamenti, incuranti del danno sociale che questo provoca.
Quali
sono i giochi che rientrano nella controversa categoria dell'azzardo?
Contrariamente al luogo comune, l'azzardo non è solo quello dei casinò
o delle bische clandestine, ma qualsiasi scommessa come lotto, superenalotto,
slot-machine, gratta e vinci, lotterie, basati esclusivamente sulla fortuna.
Il giocatore rimane passivo e non può in alcun modo interagire applicando
l'intelligenza o l'abilità fisica.
Non si sente un neo-proibizionista?
Non è così. Tentare di ridurre la strage di 90 mila morti all'anno per
fumo non è proibizionismo. Chiedere di azzerare la pubblicità e diminuire
le occasioni per il gioco d'azzardo non è proibizionismo. Che uno muoia
di eroina, o di cancro al polmone, o perché ha perso tutto puntando sul
53, per lo Stato non dovrebbe fare differenza. E invece a giudicare da
precise scelte politiche, peraltro trasversali, non sembra così.