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01 marzo 2005
Non Gioco piu'...del 15-12-2004
Lotto, Enalotto, Superenalotto, Totocalcio, Scommesse ippiche, Gratta e Vinci , Bingo ma anche Videopoker ora sostituiti da slot-machine: il 2004 e' stato l'anno del boom per i giochi. dall'Italia.
di Maurizio Fiasco
Quando parliamo di costi del gioco dobbiamo incrociare tre questioni: i costi sociali, i costi economici e quelli relativi ai rapporti interpersonali. Purtroppo, l'aumento di giochi d'azzardo popolari, promossi dallo stesso Stato, come Superenalotto, Gratta e Vinci, Bingo o giochi come il videopoker (ora sostituito dalle slot-machine), fanno in modo che il gioco diventi un consumo collettivo di ampia diffusione e di facile utilizzo. Il Bingo e il Videopoker, in particolare, hanno esteso il gioco a categorie che come le casalinghe e pensionati, che fino a poco prima della loro comparsa sembravano immuni dalla tentazione dell'azzardo. Dal 1 maggio 2004 sono proibiti i videopoker e sono state introdotte le slot-machine. Al momento ci sono oltre 50 mila punti in cui sono sistemate, per un totale di oltre 100 mila macchine. Ora si punta ad avere almeno 100 mila punti, per un totale di macchine che può arrivare intorno alla cifra di 300 mila. In teoria l'abbandono dei videopoker, che sono sicuramente un gioco d'azzardo e non di abilità, perché basato sull'alea, dovrebbe essere un passo avanti. Ma le nuove slot-machine non sono certo giochi di abilità e si basano anch'essi sull'alea. Stando a quanto è stato recentemente deciso in Commissione Bilancio della Camera le nuove macchine non saranno installate nelle sale Bingo, ma si tratta di una limitazione che non modifica in meglio la situazione. Il lotto è il gioco più giocato. Ma il problema è che si è passati in poco tempo dalla giocata settimanale a ben tre estrazione. La seconda estrazione è stata introdotta nel 1997. Ora la nuova finanziaria viene introdotta anche la terza giocata. Anche il bingo ha costi sociali pesantissimi, che nessuno vuole ammettere ma che sono pressoché sicuri, come si scopre facilmente facendo delle proiezioni basate sulle esperienze di altri paesi culturalmente molto simili al nostro, come la Spagna e l'Argentina. Il problema è ora aggravato anche dalla diffusione di Internet e dalla possibilità interattive delle pay tv. Basta accendere la TV o avere un computer, una connessione e una carta di credito per dilapidare in poche ore di gioco somme considerevoli, rimanendo comodamente seduti a casa propria. Sono le scommesse on line. La possibilità di giocare su Internet o su pay tv, cioè la norma per i "giochi a distanza", è in Finanziaria per il 2005. In questo modo si apre uno scenario inedito: intanto si gioca a casa, in contesto che sembra rassicurante. Ma soprattutto si moltiplicano le occasioni per giocare: ad esempio scommesse anche nel corso di avvenimenti sportivi trasmessi in tv.
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