GORIZIA. "Mentre a Gorizia si continua a polemizzare su ogni cosa oltre confine partono nuovi progetti: come dico da tempo,intorno a noi tutti si stanno movendo e se la città continuerà a stare ferma finiremo per essere travolti".
Questo il commento a caldo del sindaco Brancati sulla futura "Las Vegas" slovena,di cui il primo cittadino aveva già sentito parlare. "E' evidente che l'amministrazione di Gorizia non può intervenire nella programmazione economica di un altro Stato -afferma Brancati rispondendo a Gentile - e poi,il problema vero è un altro. Dobbiamo metterci in testa che la competizione globale è arrivata,quindi,o siamo in grado di portare avanti velocemente i nostri progetti di sviluppo,come quelli contenuti nel piano commerciale o non avremo speranze di poter reggere il confronto con le altre aree. Non mi riferisco solo alla Slovenia ma anche alle altre zone dell'isontino e della regione. Per quanto mi riguarda andrò avanti per la mia strada perché qui si sta giocando il futuro di Gorizia" Il primo cittadino "sferza" dunque,per l'ennesima volta il popolo del "no se pol",a partire dalle categorie economiche,perché facciano fronte comune per sostenere i progetti di rilancio del capoluogo.
E mentre Brancati lancia la sua "sfida", il suo collega di Nuova Gorizia,Mirko Brulk,difende a spada tratta il progetto della Harrah's e della Hit. In una conferenza stampa,convocata nei giorni scorsi,Brulc ha definito quello di San Pietro "un insediamento che potrà avere un forte impatto economico per tutta l'area goriziana ma non solo - ha insistito il sindaco di oltre confine rivolgendosi al governo di Lubiana -l'intera Slovenia potrà trarne beneficio".
Per Brulc,dunque,il maxi-casinò rappresenta un'occasione da non perdere "che potrebbe avere una funzione da volano per le attività produttive di tutta l'area".
Perplessità,invece,vengono espresse dal segretario provinciale della Cgil,Roberto Massera. "Quella del gioco è una attività che non porta benefici economici agli altri comparti produttivi - sostiene - ed è quindi solo il volano di se stessa. Peraltro,e lo dico da laico fervente,non mi sembra un'economia sana perché,intorno ad insediamenti di questo tipo fioriscono operazioni di carattere speculativo e finanziario. Preferisco che lo sviluppo avvenga su altri binari,decisamente più solidi e fondati su un diverso concetto di economia".
Detto questo però,Massera ritiene che,in ogni caso "ogni Stato ha il diritto di programmare il suo sviluppo come vuole e non siamo certo noi a dover dire alla Slovenia cosa deve fare. Ogni interferenza sui progetti d'oltre confine mi sembra quindi semplicemente ridicola".-