Le modifiche inserite nella Finanziaria 2006 per gli apparecchi con vincite in denaro stanno destando perplessità nel settore. Dal prossimo anno, i cosiddetti comma 6 potrebbero veder aumentare da 0,50 centesimi di euro ad un euro il costo di una partita, raddoppiare da 50 a 100 euro la vincita massima in denaro, diminuire la durata minima a partita dagli attuali 7 secondi a 4 e le vincite devono essere distribuite su un ciclo di 140.000 partite (attualmente sono 14.000). "In un bar dove ci sono 2 o 3 macchine - ha dichiarato ad Agicos Eugenio Bernardi, consulente tecnico ed esperto del settore - non si possono installare giochi cosiddetti "random machine", perché se prima erano troppo prevedibili con il ciclo di 14.000 partite, ora decuplicando le partite andiamo nel senso opposto. Potrebbe accadere che se tale ciclo non è ben dimensionato, quando una macchina ha pagato e il giocatore se ne accorge si disaffeziona e la molla e prova a giocare su quella vicina, se di altro modello, altrimenti non gioca più. Occorrono tra l'altro apparecchi che siano vere e proprie casseforti per contenere molte monete per poter assegnare tali vincite e c'è il rischio che si vada incontro ancor più ai furti". Con le nuove modifiche, il costo per ogni partita con gli apparecchi con vincite in denaro in Italia sarebbe tra i più elevati in Europa. In Gran Bretagna, il costo massimo è infatti di 50 centesimi, in Spagna di 40, mentre in Germania ed in Olanda di 20 centesimi. Di contro la durata minima di 4 secondi a partita si avvicinerebbe a quella spagnola (5 secondi), britannica ed olandese (3 secondi), mentre sarebbe nettamente inferiore a quella tedesca (12 secondi). Tuttavia, non è stata soddisfatta una delle richieste maggiormente sostenute dagli operatori del settore: il Preu sulla differenza tra ingresso e uscita. Il prelievo, infatti, rimane applicato sull'incasso lordo, quindi rimane comunque elevato e fa sì che la percentuale di resa al giocatore sia sempre ferma al 75%. Tale percentuale di restituzione delle somme giocate viene considerata dagli addetti ai lavori insufficiente per un apparecchio da "intrattenimento". Il rischio concreto è quello di una disaffezione da parte dei giocatori". agicos - 30/09/2005 - tc