CAMPOFORMIDO- Eccoli, i dannati delle scommesse. Occupano le poltroncine della sala con la paziente rassegnazione di chi attende l'ultimo spettacolo ritardatario. Qualcuno chiacchiera , qualcuno legge , qualcuno medita . Dello stereotipo del giocatore d'azzardo , quello un po' a disagio nella luce , col volto teso e pallido, le dita ramate dalla nicotina e lo sguardo sfuggente , hanno forse soltanto l'espressione un po' triste e un po' misteriosa di chi porta in giro la febbricciattola subdola di chissa' quale tormento. Anzi , visti cosi', nella quiete di una sera friulana gia' percorsa dai primi tepori primaverili , sembrano miti padri di famiglia tutti casa e lavoro. E invece , nel viaggio tra un luogo e l'altro , hanno troppo spesso cambiato strada per una sosta al casino' o in una bisca , davanti a un videopoker o a un tappetino per dadi. In quelle tappe di una sfida alla fortuna ogni volta rimandata ci hanno rimesso i quattrini e , molti , anche la faccia e adesso sono qui, accompagnati dai famigliari come studentelli un po' biricchini , per curarsi e guarire dal male oscuro che rode l'anima e la mente di chi gioca col caso. "Grazie alla terapia di gruppo e alla collaborazione dei parenti, comunque, il 90 per cento di loro abbandona il vizio e non ci ricasca", assicura il "medico" ROLANDO DE LUCA, psicologo e psicoterapeuta da sei anni impegnato, cion i collaboratori ARIANNA BERTIOL, MARILENA ZOCCOLAN e TIZIANA COLLEVATI, nei corsi di recupero proprio per quelli che, tra una smazzata , un rien ne va plus e le combinazioni di un pannello luminoso , hanno davvero toccato il fondo.

Chissa' come c'é finito nel vortice della grande illusione , allora , quest'uomo di mezza età , i capelli grigi , lo sguardo da "colpevole" e la faccia seminascosta nel giaccone , seduto accanto alla moglie che lo assista premurosamente. E quel sorridente giovanotto dal volto scavato? E l'altro signore, assorto e serio , che fissa DE LUCA con la stessa attenzione con la quale , forse , seguiva la corsa della pallina verso il rosso o verso il nero ? Sono tutti uomini e portano tutti , sulle spalle , la zavorra di una crisi economica di peso diverso , ma regolarmente costruita a puntate : dai 200 milioni ai 3 miliardi . E tutti hanno percorso lo stesso calvario .

" L'inizio è quello di oltre tre quarti degli italiani : giocate di piccolo conto , con lo STATO grande biscazziere. Poi almeno 1 su 100 , piano piano , cade nel vizio . Il numero? Mezzo milione , forse 600 mila . di loro si parlerà al convegno sul gioco d'azzardo dal 6 all'8 aprile , a Forte dei Marmi , spiega DE LUCA. E ccolo allora l'identikit di questa piccola folla di uomini senza nome e senza faccia : tra i 40 e i 50 anni , buona cultura e in gran parte lavoratori autonomi vengono spinti verso la terapia dagli stessi famigliari ormai disperati. " Con noi hanno preso contatto un centinaio tra giocatori e parenti , ma il lavoro coinvolge , attualmente la metà circa di queste persone" spiega DE LUCA. Il retroscena del viaggio nell'abisso , per tutti è la copia di chi si affida all'alcol , alla droga o al fumo , il compito di sbiadire i problemi dell'esistenza : il dolore della vita. " é vero : la tipologia è la stessa " Chi gioca , in quegli istanti , vede diminuire la propria ansia " dice lo psicologo. Via con le " cure" , attraverso due gruppi di terapia , uno con " pazienti" piu' giovani , l'altro con quelli piu' maturi.

Nessuna pillola , nessuna pomata , nessuna siringa miracolosa , ma la miscela di due fondamentali ingredienti psicologici : provocare l'esplosione della rabbia di una moglie che ha il marito piegato da un paio di miliardi di debiti e mantenere il giocatore alla larga dalla contabilità del denaro. Tutto qui. O quasi. La terapia , del resto, non recupera quattrini , ma, uomo perduto.