Messaggero Veneto
03 ottobre 2005
Il male d'azzardo puo' essere sconfitto
Oggi in sala Aiace, la presentazione del libro di Silvana Mazzocchi
di (GPC)
Oggi pomeriggio, alle 18,in sala Aiace,a Udine, in collaborazione con il Comune di Campoformido e l'Associazione degli Industriali di Udine, Rolando De Luca,responsabile del Centro di terapia di Campoformido per i giocatori d'azzardo,presenterà il libro Mi gioco la vita - Mal d'azzardo: storie vere di giocatori estremi, di Silvana Mazzocchi Baldini Castoldi Dalai, 264 pagine,14,60 euro. Sarà presente l'autrice e interverranno il sindaco di Campoformido,Andrea Zuliani, Susanna Petri e Romano Vecchiet, direttore della biblioteca Joppi. Seguirà un rinfresco offerto dall'Associazione ex giocatori d'azzardo e loro famiglie.
Silvana Mazzocchi,inviato di Repubblica,con questo libro ha ampliato un suo lavoro di tre anni fa, "Vite d'azzardo", ed è andata ad affrontare senza infingimenti perbenistici e senza sterili moralismi,uno dei problemi più acuti e meno indagati della nostra epoca,quello del gioco d'azzardo che può diventare una vera e propria schiavitù mentale,che è molto più diffuso di quanto si pensi e che ha rovinato molte persone e famiglie. Per capirci,in Italia si quantifica in circa mezzo milione,il numero di persone che sono diventate "dipendenti dall'azzardo" e con questa loro situazione mettono in condizioni di alto rischio la loro vita,gli affetti,il futuro. E,sempre per dare dimensioni esatte al fenomeno,non si può non mettere in rilievo che lo scorso anno il giro d'affari fra lotto,videopoker,superenalotto,gratta e vinci,bingo e giochi da casinò,è stato di 23 miliardi di euro:più o meno le dimensioni di una legge finanziaria "di sacrifici",come è stata definita quella che sta per essere votata dall'attuale maggioranza in Parlamento.
La Mazzocchi in queste pagine narra quattordici storie vere di giocatori estremi,le loro esistenze stravolte,se non spezzate,l'irrefrenabile discesa che spesso arriva fino al furto e al tentato suicidio e, alla fine,lo sforzo di risalire a galla tramite una terapia.
Ed è proprio il discorso sulla terapia che rende questo libro attualissimo in Friuli,visto che trova posto a Campoformido una delle poche strutture italiane che offre questo tipo di cura: il Centro di recupero per giocatori d'azzardo di Campoformido,guidato dallo psicoterapeuta Rolando De Luca che firma l'introduzione al libro e che mette in rilievo come recentemente si sia invertita una tendenza sconfortante dando spazio ad un ottimismo che ha contorni di forte realtà. Mentre, infatti,nei primi cinque anni di attività del Centro,dal 1998 al 2003,ben il 70 per cento di chi ricorreva alla terapia abbandonava prima della conclusione,oggi gli abbandoni sono crollati al 20 per cento,mentre gli altri riescono a portarla a termine con successo.
"L'atmosfera che emerge da queste narrazioni - scrive tra l'altro De Luca- è un clima di intensa angoscia,come un "rumore di fondo"di vita soffocata,carico di umanità e disperazione.Uno scenario che è ripreso in una breve sezione conclusiva dedicata alle richieste d'aiuto: brani di efficace immediatezza in grado di dipingere in modo inconsueto e assolutamente genuino uno dei momenti più tragici del percorso terapeutico. Oltre alle tenebre della dipendenza,però,questo libro lascia intravedere un messaggio di speranza: due "vite d'azzardo",quelle di Paolo e Giulia che progressivamente si vanno trasformando in rinascite grazie alla terapia. Storie che testimoniano un cambiamento possibile attraverso il riscatto dalla dipendenza,che non è solamente un'utopia ma assume sempre maggiore concretezza, e il ritrovamento di relazioni e affetti familiari che parevano ormai persi in una fatale scommessa con la vita. Si tratta di una lettura che offre emozioni,a dispetto di fredde analisi psico-sociologiche,riuscendo a comunicare in modo avvincente,ma indiscutibilmente fedele ai fatti,una realtà difficile da conoscere e a volte impossibile da capire.