Popolo di navigatori,poeti e santi? Forse una volta.Di sicuro oggi gli italiani sono un popolo di giocatori. Il Belpaese è il secondo mercato mondiale del gioco d'azzardo,assorbendo il 9% di un business planetario di 128 miliardi di dollari. E gli italiani guidano la classifica mondiale della spesa pro capite per giochi pubblici di alea,ovvero lotterie,totocalcio,slot machine e gratta-e-vinci: 271 euro a testa contro i 230 degli spagnoli e i 151 dei britannici,popolo di scommettitori. Colpa anche dello Stato,che alimenta questo falò delle speranze: moltiplicando giochi e giochetti riesce ad incassare qualcosa come 23 miliardi di euro. Per rovinarsi,insomma,non serve più arrivare fino al casinò: il sovraindebitamento da gioco strozza ceti medi e bassi. E spesso è l'anticamera dell'usura.
La denuncia,al convegno dell'Associazione bancaria italiana,è del sociologo Maurizio Fiasco, "In dieci anni l'offerta e il consumo di gioco legale si è sestuplicata: dai sei miliardi di euro del 1993 ai 25 di quest'anno. E' una spesa dissipatoria che non incrementa l'economia,non stimola la produzione,contribuisce solo all'erario. Uno dei fattori che incidono sul basso livello dei consumi in Italia sta proprio qui". Fiasco definisce "sciagurata la decisione di portare l'azzardo dal lattaio: prima per farti spennare dovevi prendere il treno e andare al casinò. Ora la casalinga,il garzone e il pensionato devono solo scendere sotto casa".
All'appuntamento dell'Abi a concordare col sociologo sulla pericolosità del gioco d'azzardo legale non c'è solo padre Massimo Rastrelli,presidente della Consulta nazionale delle fondazioni antiusura. A riconoscerlo è lo stesso sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano: "il sovraindebitamento ha tra le sue cause,naturalmente non unica ed esclusiva,il gioco d'azzardo ed i videopoker. Un fenomeno- spiega Mantovano -più diffuso non tanto nelle regioni con reddito medio più elevato,quanto in quelle dove la criminalità organizzata è più radicata". Perplessità sullo "Stato biscazziere" le esprime perfino Giuseppe Maresca,capo della direzione valutario,antiriciclaggio e antiusura del Ministero dell'economia,il dicastero cioè che gestisce lotterie varie e slot machine: "Concordo con l'allarme sollevato dall'ex Procuratore antimafia PierLuigi Vigna - dice Maresca - sul ricorso esagerato da parte dell'Amministrazione pubblica a giochi e lotterie".
Il passo dal sovraindebitamento all'usura non è automatico,ma spesso è breve. Le ultime mutazioni della galassia dell'usura,spiega Maurizio Fiasco,parlano di ricorso crescente agli strozzini da parte di nuove categorie. Come gli immigrati,che devono rifondere debiti inestinguibili contratti per pagarsi il viaggio e l'ingresso illegale in Italia. Come i ceti medi messi in difficoltà dalla forte riduzione delle rendite da titoli di stato,dalla bolla immobiliare,al nord dalla delocalizzazione all'estero delle industrie. Poi di piccoli imprenditori agricoli meridionali in crisi per il calo dei prezzi dei prodotti. E i ceti poveri che contraggono "prestiti di sussistenza". Tra le nuove categorie a rischio Fiasco introduce "i lavoratori atipici che hanno accesso intermittente al reddito" Fa sperare,dice Mantovano,la leggera crescita delle denunce di usura: 794 nel 2003,920 nel 2004,535 nel primo semestre del 2005. Il prefetto Carlo Ferrigno,commissario straordinario antiracket e antiusura,parla di un "andamento altalenante" per i processi: 740 nel 2003,677 nel 2004. In alcune ragioni aumentano (Puglia +14,8%, Campania +4,4, Lazio +12,6, Emilia Romagna +56) in altre calano (Calabria addirittura - 56%, Lombardia -5,2%).
Padre Massimo Rastrelli punta il dito contro il Governo "che negli ultimi 5 anni non ha mai finanziato il fondo antiusura di prevenzione per le famiglie, mentre vergognosamente è arrivato a proporre l'estrazione quotidiana del lotto". Nel fondo sono confluiti di anno in anno residui del fondo antiusura di solidarietà per le imprese. "Serve una norma che autorizzi in modo stabile lo spostamento - conviene Mantovano - ora l'unica strada praticabile è inserirlo in Finanziaria".