Rilanciare l'immagine del casinò e della città di Venezia,con lo scopo di aumentare gli introiti per le casse del comune. Non è un sogno,ma per farlo avverare bisogna sponsorizzare su tutto il territorio il logo e il nome del casinò veneziano: dai biglietti di ingresso a "corner"da posizionare sui motoscafi e,perché no, anche un tavolo dimostrativo magari alla Fenice. Non è infatti una possibilità remota che un tavolo dimostrativo possa essere presente anche nel più famoso teatro del centro storico,frequentato quotidianamente da centinaia di turisti che vogliono ammirare il teatro morto e risorto e con l'occasione venire invogliati dalla vista del rouge e del noir a fare una puntatina serale a Ca' Vendramin Calergi.
A dare notizia di questa massiccia campagna promozionale è stato ieri l'avvocato Mauro Pizzigati,presidente del casinò,che ha annunciato di aver incontrato nei giorni scorsi il presidente di Actv Marcello Panettoni, il soprintendente della Fenice Gianpaolo Vianello,l'assessore comunale alla produzione culturale Sandro Parenzo,il direttore dei musei civici veneziani Giandomenico Romanelli,e il presidente di "Venice convention" Ugo Samueli, per cercare di verificare le forme e i modi in cui il casinò potrebbe essere presente all'interno di questi enti per promuovere l'immagine della casa da gioco e allo stesso tempo di Venezia.
Come? Ad esempio inserendo alcuni "corner",aree dedicate,che catturino l'attenzione dei turisti o affiancando il logo del casinò ai biglietti staccati in modo tradizionale e venduti on line (e solo per i musei,ha detto Pizzigati,si tratta di una cifra che va dal milione e 200 mila al milione e 500 mila annui). Ma al vaglio della rosa di iniziative ancora in fase di progettazione affiora anche la possibilità di inserire dei tavoli dimostrativi all'interno della Fenice "se - ha aggiunto Pizzigati - il soprintendente ce lo consentirà".
Vianello,da parte sua,ribadisce di augurarsi per ora di trovare momenti di incontro e di scambio tra casinò e teatro,per arrecare vantaggi alla reciproca immagine che portino vantaggi ad entrambi. "Stiamo ragionando sulle forme di collaborazione - spiega il sovrintendente - abbiamo discusso cosa fare,visto che siamo soci fondatori ma solo sulla carta.Siamo legati da una partnership strutturale,ma finora non abbiamo mai comunicato e discusso". Quindi,per ora sembra che i dettagli siano ancora al vaglio,anche se viene confermata la disponibilità a collaborare per far fruttare al massimo due grandi poli attrattivi della laguna.
Insomma,per il casinò si tratta di un restyling a 360 gradi per ottimizzare le energie,investire sulla pubblicità e non creare sperperi ma,al contrario aumentare i guadagni. "Abbiamo incontrato tutti i rappresentanti delle varie società a partecipazione comunale o comunque legate al Comune per creare sinergia e integrarci tra di noi,ha detto Pizzigati. L'avvocato ha infatti espresso il desiderio di porre un freno ai contributi a pioggia così come avveniva in passato. L'intenzione,oggi,è quella di delineare quattro linee di sponsorizzazioni: le prime due riguardano eventi legati allo sport e alla cultura in genere; un altro filone di sponsor sarà invece dedicato a rafforzare l'abbinamento tra il casinò e l'area della solidarietà e del sociale. Infine,la casa da gioco tenterà di essere presente sul territorio in modo mirato per valorizzare quegli eventi (come l'iniziativa "Natale in laguna",il mercatino di artigianato che si aprirà sabato in Campo Santo Stefano e che si includerà il 24 dicembre) che promuovono l'immagine della città nel mondo.
Manuela Lamberti

LE REAZIONI
DON PISTOLATO: "PAGHEREI PIU' TASSE PIUTTOSTO CHE ALIMENTARE IL DISAGIO"

Non piace per nulla al direttore dalla Caritas Veneziana,Mons:Dino Pistolato,l'idea del presidente del casinò,Mauro Pizzigati,di mettere un tavolo da gioco dimostrativo all'interno del teatro La Fenice per promuovere la casa da gioco. Mons.Pistolato da anni è costretto ad effettuare interventi di sostegno e di garanzia economica a persone con problemi dovuti al gioco d'azzardo. "Sono contrarissimo al gioco d'azzardo - afferma -sono disposto a pagare qualcosa in più di tasse piuttosto che promuovere una realtà che crea una situazione di disagio per alcuni soggetti e soprattutto per le persone che gli stanno attorno. I casinò di Ca' Vendramin Calergi e di Ca' Noghera hanno portato un aumento delle situazioni di difficoltà e la diocesi sta attivando un gruppo di lavoro,insieme all'Ulss 12 veneziana,con un protocollo sulle persone con problema di dipendenza da gioco". Nei prossimi giorni inizierà la formazione degli operatori ad hoc sul gioco d'azzardo,analizzando le problematiche e studiando le risposte da dare all'elemento debitorio che si viene a creare. "E' un assurdo - conclude Mons:Pistolato -da una parte l'ente pubblico (l'Ulss) cura i soggetti in sofferenza da gioco d'azzardo, e dall'altra l'ente pubblico (il Comune) provoca queste sofferenze. Bisognerebbe invece creare sinergie in modo che tutti si muovano nella stessa direttrice".
Prudente sull'iniziativa è il direttore del Dipartimento tossicodipendenze dell'azienda Ulss !" veneziana,Pierguido Nardi,che si occupa,all'interno del Sert,del gioco d'azzardi patologico. "Ci sono dei rischi ad incentivare il gioco con un tavolo dimostrativo al teatro La Fenice - spiega -. Può essere comprensibile voler promuovere l'attività,in questo non siamo contrari. Il gioco può essere ricreativo,ma può anche mandare in rovina le famiglie .A Venezia circa il 2-3 per cento dei giocatori sono considerati "problematici"e l'1-2 per cento "patologici". Il Comune non deve chiudere gli occhi sul problema dei giocatori patologici,ha il dovere di effettuare,in concerto con i tecnici,un'azione di sensibilizzazione e di individuazione precoce dei casi a rischio, di quelle situazioni cioè che stanno prendendo una piega patologica". Secondo Nardi Ulss e Comune,ed in particolare il casinò,potrebbero lavorare insieme per dare agli operatori della casa da gioco gli strumenti per individuare precocemente le persone tendenti all'autodistruzione e orientarle.
Favorevolissima al tavolo da gioco dimostrativo nel teatro lirico è invece Barbara Valmarana,presidente dell'associazione Amici della Fenice. "E' un ritorno al passato - spiega -nei teatri veneziani,all'epoca della Serenissima e anche nell'800,si giocava sempre e dappertutto. E' una bella idea,non c'è nulla di scandaloso".