Il Gazzettino
06 dicembre 2005
Gioco d'azzardo, cneto famiglie in cura
A Campoformido il convegno nazionale sulle terapie per uscire dalla dipendenza.
di Francesco Cosatti
Guarire dalla dipendenza del gioco d'azzardo si può e lo sanno bene a Campoformido, dove dal 1998 lavorano l'Associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie (Agita) e il Centro terapia per ex giocatori, diretto dallo psicologo Rolando De Luca. Una realtà che è cresciuta negli anni e che partendo da un solo gruppo di lavoro, oggi è attiva con nove gruppi che seguono un centinaio di famiglie. E sabato 10 dicembre al Polifunzionale di Campoformido, a partire dalle 9 e per tutto il giorno, si terrà il sesto convegno nazionale dal titolo "Auto aiuto e terapia per i giocatori d'azzardo e le loro famiglie: esperienze e prospettive in Italia". Il convegno è stato presentato ieri in municipio alla presenza di De Luca, dei due vicepresidenti dell'Agita Maurizio Cechet e Maurizio Marconi e del sindaco di Campoformido, Andrea Zuliani.«Sabato a Campoformido - spiega De Luca - si confronteranno le varie realtà d'Italia. Dall'osservatorio di Bari, all'esperienza della cattedra di psichiatria dell'Università di Roma Tor Vergata, ai gruppi di Pistoia, Olbia, Varese e Trento e tanti altri. Nel pomeriggio si discuterà poi anche del ruolo della magistratura di sorveglianza nella relazione del magistrato Mariangela Cunial e il progetto della comunità Terapeutica della Regione Toscana nella relazione di Riccardo Zerbetto, presidente onorario dell'associazione per lo studio del gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio».
De Luca si sofferma poi su quanto si sta facendo a Campoformido: «I casi di dipendenza del gioco d'azzardo sono in costante crescita, visto che diventa sempre maggiore il numero di occasioni che si hanno per scommettere. Il gioco d'azzardo si è moltiplicato con i casinò, le scommesse, le sale bingo, il lotto e ora anche i videopoker dei bar e i giochi on line sul computer. E con questo trend aumentano anche le persone che ne vengono travolte». Lo psicoterapeuta fornisce poi qualche dato: «Delle persone in terapia a Campoformido l'85\% sono maschi, il 76\% provengono dal Friuli, il 51\% ha un'età compresa tra i 40 e 50 anni (14\% dai 30 ai 40). Il 73\% sono lavoratori autonomi e il restante 27\% dipendenti. Non vi è nessun disoccupato. La quasi totalità invece (il 90\%) è dipendente da tabacco. Per quanto riguarda chi ce l'ha fatta, fino adesso sono circa una trentina i nuclei famigliari che dopo una terapia variabile dai 3 ai 5 anni sono usciti dal problema».
E che Campoformido sia all'avanguardia sulla terapia da gioco d'azzardo lo confermano importanti novità sul futuro: «Dal prossimo anno- spiega Cechet - l'Agita di Campoformdo esporterà il suo convegno fuori dalla Regione. Il 16 dicembre del 2006 saremo a Reggio Emilia, nel 2007 a Pistoia e nel 2008 a Salerno. E in più stiamo già lavorando per un convegno nazionale che si terrà a Campoformido il 15 ottobre del 2006, in cui si potranno ascoltare valutazioni di psicoterapeuti e riflessioni di ex giocatori d'azzardo e loro familiari sul periodo precedente e successivo il lungo percorso terapeutico».
Ma quale sarebbe la soluzione per uscire da quest'emergenza?: «Diminuire le possibilità di gioco e togliere la pubblicità. Ma questo per il momento pare impossibile», conclude De Luca.
Appello finale del sindaco di Campoformido, Andrea Zuliani: «Invito i politici regionali al convegno, soprattutto quelli fautori delle nuove case di gioco in Friuli. Per ascoltare quali sono le conseguenze reali».