Il gioco d'azzardo è una realtà drammatica e apparentemente inspiegabile. Al convegno di Campoformido su "Auto aiuto e terapia per i giocatori d'azzardo e le loro famiglie in Italia: prospettive ed esperienze", organizzato dall'Associazione Agita, in collaborazione con le Caritas e la Consulta nazionale antiusura, è risultato che oltre l'80 per cento della popolazione vi dedica una qualche attenzione (la speranza di arricchirsi con il gioco riguarda in particolare quasi metà delle famiglie con redditi al di sotto della media e più della metà dei disoccupati) e che l'incidenza del gioco d'azzardo patologico interessa all'incirca il 3% della popolazione adulta. Si rileva,inoltre,un costante aumento nella quantità di denaro investita dagli italiani in questa attività; per la precisione,tra gioco legale e illegale, è calcolata attualmente una spesa media attorno ai 60 mila miliardi annui delle vecchie lire. "Si tratta di cifre impressionanti,che dimostrano chiaramente come il gioco d'azzardo sia uno dei pochi settori (se non l'unico) a non risentire dell'attuale crisi economica e che anzi,nel corso del 2004 se ne sia consistentemente avvantaggiato - afferma Rolando De Luca,psicoterapeuta -. Negli ultimi quattro anni,infatti,l'aumento della spesa globale degli italiani per i giochi pubblici è registrato intorno al 50% e risulta coinvolgere tutti gli strati sociali. Tuttavia si riscontra un maggior ricorso al gioco da parte di ceti medio-bassi e, in particolare,nelle famiglie con doppio reddito sembra emergere una certa propensione a destinare una parte degli introiti alla sorte". In un appello alle istituzioni,i convegnisti chiedono di "esercitare un forte stimolo nei confronti del Governo affinché riconosca i potenziali a rischio collegato al diffondersi di tali comportamenti in fasce d'età tradizionalmente non esposte". Si sollecitano,d'altro canto, azioni propositive volte a "promuovere un'adeguata cultura del gioco che ne valorizzi le potenzialità senza sottovalutare le componenti di rischio attraverso campagne di informazione,sensibilizzazione e prevenzione da comportamenti inadeguati rivolti in modo particolare alla popolazione giovanile" e a "realizzare una rete di referenti in ambito istituzionale,privato-sociale e libero professionale in grado di contenere aspetti problematici già evidenziati e che potrebbero ulteriormente crescere in prospettiva". A Campoformido si è pure chiesta l'istituzione di un numero verde a livello italiano che copra le 24 ore composto da professionisti in grado di dare assistenza telefonica a situazioni di difficoltà,informazioni corrette sul tema specifico,riferimenti ad altri numeri in sede locale collegati alla rete di interventi di prevenzione e cura."Per il concreto e sollecito avvio di tale programma, si propone - informa una nota - la destinazione di un'adeguata quota dei fondi rappresentati dalle vincite non riscosse, unitamente a pari contributo da parte dei gestori di attività di gioco".