Non più solo al casinò e nelle sale specializzate: il gioco d'azzardo si appresta a entrare attraverso internet nelle case di tutti gli italiani e sempre più famiglie (soprattutto appartenenti al ceto medio basso) si trovano alle prese con casi di indebitamento che si spingono fino agli estremi dell'usura. Al centro di terapia per ex giocatori d'azzardo di Campoformido sono attualmente circa un centinaio le famiglie in cura di cui 75 provenienti dalla provincia di Udine.
Un dato in costante aumento al pari di quello nazionale che il responsabile del centro, Rolando De Luca, giudica allarmante. "I giochi d'azzardo - spiega lo psicoterapeuta - non creano abilità ma distruggono i delicati equilibri della vita. Dalle ultime indagini condotte in Italia, emerge che oltre l'80% della popolazione vi dedichi una qualche attenzione (la speranza di arricchirsi con il gioco riguarda in particolare quasi la metà delle famiglie con redditi al di sotto della media e più della metà dei disoccupati) e che l'incidenza del gioco d'azzardo patologico interessi circa il 3% della popolazione adulta. Si rileva inoltre - prosegue De Luca - un costante aumento nella quantità di denaro investita dagli italiani in questa attività; per la precisione, tra gioco legale e illegale, è calcolata attualmente una spesa media attorno ai 60 mila miliardi annui delle vecchie lire".
Tra le cause di questo incremento (negli ultimi quattro anni la spesa globale degli italiani per i giochi pubblici è cresciuta del 50%) De Luca individua in particolare due elementi: l'aumento dell'offerta e l'innovazione tecnologica. "L'azzardo - commenta - è diventato un bene di consumo promosso e pubblicizzato. Le varie offerte di gioco si fanno più aggressive e istituzionalizzate: esso non è più legato a un momento della settimana o a un luogo specifico, ma entra nella quotidianità delle persone (è possibile giocare ovunque, dal bar sotto casa alla tabaccheria più vicina, e per una fascia oraria estesa), è alla portata di tutti ed è facilmente fruibile".
Le conseguenze di questa evoluzione - dicono gli esperti - hanno determinato un aumento delle persone che, andando alla ricerca di sensazioni intense ed esperienza nuove, creano nei confronti del gioco una dipendenza psico-fisiologica simile a quella indotta da sostanze stupefacenti che li porta a investire somme di denaro crescenti fino a farli perdere il lavoro, compiere frodi e falsificazioni e, nei casi estremi, tentare anche il suicidio. "La politica finanziaria del nostro Paese - prosegue De Luca - ha un ruolo determinante in tutto questo; basti pensare al via libera dato dallo Stato alle slot machine, all'aumento del numero di estrazioni del lotto, e ancora alle scommesse sportive, alle sale Bingo e all'avvento dei gratta e vinci. Inoltre si sta aprendo una nuova autostrada virtuale che porterà l'azzardo in milioni di case con il gioco on line, da effettuarsi mediante carte prepagate sotto il controllo del monopolio statale".
Per far fronte a questa situazione l'Associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie (Agita) insieme alle Caritas diocesane del Fvg e alla Consulta nazionale anti-usura hanno organizzato il convegno "Auto aiuto e terapia per i giocatori d'azzardo e le loro famiglie: esperienze e prospettive in Italia" che si svolgerà nella giornata di sabato 10 dicembre nella sala consiliare del centro polifunzionale di Campoformido e che è stato presentato ieri da De Luca, dai vicepresidenti dell'Agita, Maurizio Cechet e Maurizio Marconi e dal sindaco di Campoformido.