Roma. Gli italiani "bruciano" ogni giorno più di 49 milioni di euro per comunicare con i cellulari o mandarsi messaggini,quasi l'equivalente dell'intera somma (48,3 milioni di euro) raccolta tra i privati o con gli sms dalle iniziative di solidarietà per le popolazioni colpite dallo tsunami. Altri 77 milioni di euro vengono spesi in giochi pubblici a scommessa o a giocata,31 milioni dei quali assorbiti dalle slot machine,introdotte dal primo gennaio dell'anno scorso in 120 mila locali pubblici. Giornalmente,quindi,circa 150 milioni di euro sfumano per motivi evanescenti e vengono sottratti all'acquisto di generi di prima necessità e di beni durevoli,soprattutto in questo periodo di saldi in arrivo.
Ad affermarlo è il sociologo Maurizio Fiasco,consulente della rete delle Fondazioni antiusura,riflettendo sui dati ufficiali elaborati per una ricerca sui soldi spesi nei giochi d'azzardo e le abitudini "dissipatorie" La preoccupazione maggiore è legata all'aumento del volume di euro di scommesse e puntate sul lotto,gratta e vinci,bingo e altri montepremi. "Ogni anno la famiglia italiana spende in media circa 1500 euro in giochi di alea -spiega Fiasco -,pari a 491 euro pro-capite. Nel 2001 la spesa ammontava a 270 euro. Su scala nazionale si è passati da 6,7 miliardi di euro del 1993 ai 27,8 del 2005".
”Dalla quantità di denaro che viene dirottata verso consumi aleatori - fa notare il sociologo - si capisce perché nonostante gli appelli a rilanciare la domanda il volume di spesa si mantiene basso. La causa va ricercata nelle operazioni di marketing molto aggressive e cariche di significati esagerati per alimentare la clientela che usa i cellulari e gli appassionati di giochi di alea". Un dato chiarisce,ad esempio,il vortice che assorbe il popolo dei messaggini: dei 49,3 milioni di euro spesi per comunicare con i cellulari,ben 6 milioni di euro se ne vanno per l'acquisto di suonerie,loghi e altri optional "a valore aggiunto".
Il vero caso,secondo gli esperti,è rappresentato dalle slot machine che nel 2006 diventeranno circa 170 mila e troveranno posto anche in supermercati,tavole calde e ritrovi commerciali di ogni tipo. "La loro entrata in funzione ha avuto effetti pesanti sugli altri giochi - spiega Fiasco -. Le slot hanno incassato 11,3 miliardi di euro provocando una flessione del 37 per cento delle giocate al lotto e del 31 per cento per i concorsi a pronostico come il totocalcio. Ogni giorno raccolgono le puntate di 3,1 milioni di giocatori con una spesa media di 10 euro a persona. Ogni apparecchio fattura in un anno 70 mila euro. In un bar,di fatto,sono soldi che finiscono nella macchinetta invece che venire spesi in cappuccini e merendine. Nel 2006.poi, la giocata minima passa da 50 centesimi a 1 euro. Ma sarà anche l'anno del boom dei giochi on line: Internet,tv digitale terrestre,via telefonino.
Possibili soluzioni? "Il problema non è facile - osserva il sociologo -, bisognerebbe controllare non tanto la domanda quanto l'offerta. Se parliamo considerando i valori assoluti l'Italia è il secondo mercato mondiale dei giochi di alea dopo l'America. Non bisogna dimenticare,infine,che secondo gli economisti le spese per acquisti durevoli sono un moltiplicatore positivo dell'economia perché coinvolgono chi produce,chi trasporta e chi vende,mentre la spesa per scopi aleatori è un moltiplicatore negativo perché sottrae risorse all'occupazione e all'industria dei beni e servizi".