Molto interessante l’articolo a firma di Flavia Paone, apparso oggi su “Il Sole 24 Ore”, dal titolo “Una puntata da 27,7 miliardi”. Nell’articolo si fa il punto sul mercato dei giochi facendo riferimento ai dati diffusi da Agicos, di cui viene riportata anche un intervista al direttore Fabio Felici. All’interno della pagina dedicata al mercato dei giochi anche un articolo sullo sbarco delle scommesse, con l’accordo tra Snai e LA7, sul digitale terrestre. Ecco alcuni passaggi dell’articolo: “..il 2005 è stato l’anno dei record per tutto il settore dei giochi pubblici, che ha fatto segnare un aumento dell’11,3% rispetto al 2004, sfondando il tetto dei 27,7 miliardi di euro. I giochi rappresentano oggi la quinta “industria” italiana e una inesauribile fonte di guadagno per l’Erario, che dal 2003 ha incassato circa 17 miliardi di euro. La Finanziaria 2006 ha introdotto ulteriori canali di raccolta: la novità assoluta è la possibilità di giocare da casa con la tv interattiva. E già da questa settimana partono le “scommesse digitali” di Snai e La7. I dati diffusi dall’Agicos, l’Agenzia giornalistica concorsi e scommesse, a consuntivo 2005 parlano chiaro: il settore dei giochi pubblici non conosce crisi ed è in crescita ininterrotta dal 2001. L’anno appena concluso, poi, ha fatto segnare il miglior risultato di sempre per la qualità di denaro giocato. A far salire la temperatura della “febbre da gioco” sono soprattutto gli apparecchi da intrattenimento che regalano vincite in denaro – le famose new slot, che in Italia sono circa 170 mila – nelle quali i giocatori hanno speso 10 miliardi e mezzo di euro (+162,5% rispetto al 2004). I giochi rappresentano un’entrata fondamentale per l’Erario, che dal 2003 al 2005 ha ricavato dal settore dei giochi pubblici circa 17 miliardi di euro. E con le novità introdotte nella Finanziaria 2006, grazie al gioco online, a quello con la televisione interattiva, e alle scommesse su nuovi eventi anche non sportivi, sarà possibile catturare una fetta di cittadini che finora si era tenuta ben lontana dalle ricevitorie. Incrementando ovviamente le entrate del Fisco”.