SOS Psiche
09 gennaio 2006
Il gioco d'azzardo Patologico
Dovevano nascere e già si sapeva che avrebbero prodotto dipendenza.
Sono cresciute, per fortuna non bene, ma hanno però confermato le previsioni.
Non quelle economiche (vedasi i numerosi fallimenti) ma le conosciute nefandezze a cui sono accomunate. Chiedono, da sempre, ai protettori di riferimento (le lobbies anche parlamentari) la modifica del DL 31 Gennaio 2000 n. 29, ossia della destinazione alla raccolta limitata ad un unico gioco. Si sta parlando del Bingo.
E si vuole anche parlare dello Stato biscazziere che fa il moralista, avendo invece come punto di riferimento il raddoppio delle famiglie dedite al gioco medesimo, perché Lui, solo Lui e gli interessati lo giudicano legale.
Può essere legale, quindi lecito, qualcosa che di per sé è compulsivo e parente stretto dell'azzardo, come ammesso dagli stessi operatori? L'A.GIT.A. (Associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie) di Campoformido (UD), con l'appoggio delle Caritas Diocesane del Friuli Venezia Giulia e della Consulta Nazionale Antiusura, nelle sue dissertazioni sul tema, afferma evincersi che, "dai dati disponibili, ruota intorno al 3%, dei clienti abituali, l'incidenza del gioco d'azzardo patologico. Il gioco d'azzardo patologico è considerato un disturbo del controllo degli impulsi e allo stesso tempo una chiara forma di dipendenza in quanto chi gioca: non riesce a controllarsi; aumenta le somme di denaro e il tempo dedicato al gioco d'azzardo; nasconde la gravità del problema, in particolar modo, ai suoi familiari...Nel 1980, il gioco d'azzardo patologico è stato incluso nel Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, DSMIII. Il fenomeno
dell'azzardo e del Bingo in particolare andrebbe inquadrato nell'ottica dei danni sociali provocati alla persona, alla famiglia e alla comunità e non certo considerando solo il denaro apportato alle casse dello Stato".
Quindi lo Stato puritano, attraverso i suoi alterni rappresentanti, dichiara la volontà di combattere le malattie mentali, l'usura e la criminalità organizzata ampliando a dismisura l'orizzonte sul gioco e sulle scommesse (possibile ora l'incremento fino a 17.000 punti di raccolta).
Torna superfluo qui riservare un qualsiasi accenno alla criminalità organizzata, alle sue ramificazioni e protezioni, perché si farebbe torto all'intelligenza del cittadino di cultura anche medio-bassa; mentre invece si vuole lanciare un vigoroso allarme, affinché la trasversalità politica parlamentare impedisca l'incremento sia dell'ormai elevatissimo numero di malati psichici, in abbandono quasi totale, e sia il ricorso a quelle pratiche forzate, per i tanti ludopati, come " indebitamenti, sovraindebitamenti e i prestiti usurai che alla fine si dimostrano rivelatori di presenza, nella gestione degli stessi finanziamenti, proprio della malavita" che si millanta di voler contrastare.
Appare opportuno riportare un dato statistico riferito al 2002: gli abitanti del "Paese dei Balocchi" a rischio di sindrome da gioco d'azzardo sono passati dai 150.000 agli oltre 700.000.
Tutto ciò per rapportarsi alla data del 2/8/2006 allor quando, in sede di discussione alla Camera del DL Bersani art. 38, che prevede la nascita dei Casinò di quartiere e il consenso all'ingresso delle slot machines e delle scommesse anche ippiche all'interno delle sale Bingo, l'on. Buontempo (AN), di fronte a 300 deputati, per l'ennesima volta, si alza in piedi e, circostanziando con vigore e lucida determinazione gli accadimenti, solo dalla sua prospettiva, mette in risalto le relazioni in essere tra Affaristi e Politici, svelando appunto come alcuni di essi siano fiancheggiatori delle lobbies delle slot.
Il Governo, al termine dei lavori, ha espresso comunque parere favorevole all'accoglimento dei due punti all'ordine del giorno che rimettono di nuovo in discussione la possibilità di installare le macchinette mangia soldi nelle sale Bingo e lo impegnano ad attenersi, nell'emanazione dei regolamenti, a quanto previsto nel citato DL 31 Gennaio n. 29.
L'intervento, premiante, ha tuttavia scatenato, in quanti seguono la vicenda specifica, i sentimenti dell'irritazione più accesa, per aver dovuto prendere atto che la Stampa in generale ha sottaciuto e minimizzato volutamente la portata delle affermazioni dello stesso deputato. Persino il Secolo d'Italia, quotidiano del suo partito, si è limitato a riportare l'essenziale.
L'attacco frontale, impetuoso e provocatorio, anche se mirato ad un partito predeterminato, che di proposito non si ritiene di citare, in quanto apparirebbe troppo circoscritto rispetto al più ampio spettro di responsabilità politiche, governative e di opposizione, ha fatto tuttavia convergere sul Buontempo l'attenzione di tutta la Camera riunita, ma purtroppo non delle redazioni della carta stampata, le quali, se operassero davvero in regime di autonomia, con la pubblicazione del testo integrale, avrebbero potuto causare a cascata uno scossone istituzionale di notevoli proporzioni.
Nel contempo i comitati o le associazioni di cittadini disturbati, coordinati da Cittadinanza Attiva, non demordono e si mantengono vigili, altre comunità o organizzazioni religiose e laiche continuano a fornire dati e a lanciare appelli, qualche libera coscienza di partito fa quello che può, le Procure accumulano carte e avviano sporadiche indagini, la Chiesa Ufficiale si defila, la Consulta Nazionale Antiusura di padre Massimo Rastelli, in aperto dissenso con i sostenitori del gioco d'azzardo, comunque ipocritamente denominato, si contrappone al Meeting di Rimini, evento che, ispirato e sostenuto dal movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione, guidato da don Julian Carròn, successore di don Giussani, accoglie e incassa la ormai triennale ricca sponsorizzazione dell'Amministrazione dei Monopoli di Stato, interessata alla promozione, dice, "del gioco lecito e sicuro", tutto ciò mentre incombe una nuova Finanziaria, con nuova possibile fiducia
a tacitare i non allineati.
segretariofisam@sospsiche.it Comitato Tutela Re di Roma Ass. Per Piazza
Bologna - Roma