Con i suoi attuali dieci casinò, la previsione di costruire alle porte di Gorizia un enorme centro del divertimento,le centinaia di milioni di euro di incassi annuali attraverso tavoli verdi e slot machines e le migliaia di visitatori che quotidianamente varcano il confine, la Slovenia intende rappresentare la più importante "piattaforma" del gioco d'Europa. L'azzardo e il vasto indotto che genera (servizi per l'accoglienza,turismo collaterale,ristorazione….) rappresentano una delle principali industrie del piccolo Paese,dove vive una popolazione "appena" doppia rispetto a quella del Friuli Venezia Giulia (praticamente metà di quella del Veneto).
A dominare il mercato sono società sotto controllo pubblico che sfornano milioni di euro di utile (ma anche di tasse) a beneficio di Governo nazionale e Comuni. Il bacino di utenza,viste le dimensioni raggiunte e l'ulteriore potenziamento all'orizzonte,non è più soltanto transfrontaliero.
L'obiettivo,palesato dagli stessi manager delle società slovene,è quello di attrarre turisti da tutta Europa per far loro passare alcuni giorni con tappa fissa nelle sale da gioco.
La principale realtà è la Hit di Nova Gorica,nata vent'anni fa come semplice impresa di catering e sviluppatasi nel settore dei casinò e degli alberghi. E' una società per azioni di proprietà pubblica,visto che il 20% è detenuto rispettivamente dalla finanziaria governativa per la denazionalizzazione e da un fondo previdenziale.
Partecipano al capitale,inoltre,le amministrazioni comunali di Nova Gorica (15%),San Pietro,Kraniska Gora,Rogaska e Novo Mesto (dove hanno sede le sue strutture).
Forte di otto società il gruppo ha consolidato nel 2004 un fatturato di oltre 200 milioni di euro con un utile di 22 milioni,salito a 26 milioni nel 2005 grazie a ricavi totali che hanno superato di 260 milioni. Questo significa che la redditività dell'attività imprenditoriale è attorno all'11%. Inoltre, tra Iva e concessioni,alle casse del Fisco versa 53 milioni di euro. I dipendenti sono passati dai 1510 del 1995 agli oltre 2300 attuali. Ben il 78% dei ricavi sono riferiti al gioco d'azzardo,quindi tra i 180 e i 200 milioni di euro all'anno.
Da un paio d'anni la Hit ha creato proprie società da gioco nelle Antille Olandesi e in altri paesi dell'ex Jugoslavia.
Nei suoi sette casinò sul territorio sloveno (quattro dei quali a ridosso del confine friulano) nel 2004 sono entrate un milione 600mila persone,mentre l'anno scorso il flusso dei visitatori ha toccato il milione900mila.
A conti fatti,nella classifica per livello di utile lordo,la Hit si colloca quale ottava azienda di tutta la Slovenia.
La realtà del gioco più antica della Slovenia è quella attivata fin dal 1913 nella località balneare istriana di Portorose,nata ancora regnante Francesco Giuseppe d'Asburgo e oggi organizzata in società per azioni sempre di riferimento pubblico (enti statali e Comuni) che gestisce casinò anche a Lipiza,sul Carso a pochi chilometri da Trieste,e di Catez,centro termale tra Lubiana e Zagabria,più una sala di slot machines a Capodistria.
Il numero complessivo di visitatori è passato da 507.608 del 2004 ai 584.918 dell'anno appena concluso. Questo flusso turistico,composto da pendolari di confine e ospiti estivi,ha consentito di totalizzare un fatturato di 36,12 milioni nel 2004,con un utile netto di 1,57 milioni.
Il numero di dipendenti è di 383 (ai quali si aggiungono lavoratori stagionali nel periodo estivo),mentre la strategia di crescita prevede l'apertura soltanto di nuove sale di slot machines,rimanendo però ancorati al territorio sloveno.

Una Las Vegas sull'uscio di casa.
Settecento milioni di dollari di investimento. A tanto ammonta il progetto per realizzare a Nova Gorica,a ridosso del confine,il più grande centro del divertimento della Slovenia,il cui fulcro centrale sarà un casinò da 4.500 metri quadrati,1500 slot machines e 70 tavoli da gioco. Sarà realizzato grazie all'accordo,sottoscritto alla fine dello scorso novembre,tra la Hit e la multinazionale americana Harrah's Entertainment (società leader del settore,quotata a Wall Street e presente,oltre che negli Usa,dai Carabi a Singapore), che si ripartiranno in quote uguali l'onere dei costi per la costruzione delle strutture da gioco,di un albergo da 1200 camere,del centro congressi per tremila posti a sedere,del centro wellness e della piattaforma commerciale (compresi ristoranti e night club).
I progetti di sviluppo della Hit non si esauriscono,però, sul suolo patrio. L'obiettivo,infatti,è quello di consolidare la propria presenza in tutta l'area balcanica,dopo l'apertura di propri casinò a Sarajevo e sulla costa del Montenegro. Inoltre,il gruppo sloveno fa rotta anche sul Sud America,dove intende aprire proprie casa da gioco,anche in collaborazione con altre catene internazionali.
I piani di sviluppo del colosso dell'azzardo contemplano anche il fronte della formazione. Infatti,proprio a Nova Gorica è stato attivato un master post-laurea sulla gestione delle attività di gioco,uno dei pochi in Europa,realizzato grazie alla collaborazione tra le università di Lubiana e quella di Reno nel Nevada.
Timoniere della Hit,in qualità di presidente e amministratore delegato,è il 62enne Branko Tomazic che ha manifestato chiaramente l'intenzione di rendere Nova Gorica una vera e propria Las Vegas d'Europa.
"Penso che il successo della Hit sia anche dovuto al fatto che ha lavorato indipendentemente e senza interferenze politiche" ha spiegato Tomazic,a volte bersaglio di critiche sulla stampa e nelle stanze del "palazzo" per il suo indiscutibile potere finanziario. Proprio il contrasto con il nuovo Governo,però,potrebbe portarlo a passare la mano.


Velden,invece,perde.

In terra carinziana,invece,il casinò di Velden soffre per la concorrenza slovena. La struttura di gioco a pochi chilometri dal confine,punto di riferimento per decenni della clientela italiana e appartenente alla società austriaca forte di 72 sale da gioco sparse nel mondo (un miliardo di euro il fatturato complessivo) e prima ad aver ottenuto una licenza a Belgrado,ha registrato un calo dei propri visitatori. Sono,infatti,passati dai 263.392 del 2003 ai 245.062 del 2004 per finire ai 234.225 dell'anno appena trascorso (mediamente un quarto è di nazionalità straniera,in gran parte italiana),periodo durante il quale l'ammontare degli incassi è stato di 18,3 milioni di euro.