Il presidente kazako Nursultan Nazarbayev ha un sogno: far sorgere una Las Vegas nella steppa. Una città piena di luci,casinò e locali romantici che diventerebbe meta di tutti gli asiatici in vena di divertirsi,soprattutto dei vicini cinesi. Il sogno diventerà realtà sulle rive del lago Kapchagai,a 80 chilometri da Almaty,la capitale commerciale del Kazakhstan che oggi rappresenta il paradiso dei giocatori con i suoi 40 casinò.
La nuova Las Vegas,nelle intenzioni del governo,risolverebbe anche il problema della crescita delle case da gioco in tutte le città del Kazakhstan. Un fenomeno che spaventa il governo e fa indignare i cittadini,preoccupati per i loro figli adolescenti. Il lago Kapchagai è già una località turistica piuttosto affollata durante l'estate,nonostante l'omonima cittadina industriale in perfetto stile sovietico lasci molto a desiderare.
Rispetto a Las Vegas avrebbe persino una marcia in più: un'attraente spiaggia. Gli investitori ci sono,assicura il presidente kazako,e le trattative sono a buon punto per costruire la prima strada con casinò,hotel e ristoranti.
Tutti contenti dunque? Tutti tranne i proprietari delle sale da gioco di Almanty che temono di perdere tutti i loro investimenti se saranno costretti a chiudere. E poi c'è chi mormora che la Las Vegas asiatica abbia il solo scopo di arricchire i pochi oligarchi kazaki e i loro amici.