La Cittadella
13 maggio 2006
Triestini con la febbre per casino' e scommesse
Nel 2006 potremmo arrivare a spendere tra lotterie e scommesse 620 euro a testa
di Giorgio Ruggeri
Maschio,45 anni di età. Sposato. Lavoratore autonomo. Fumatore. Questo il profilo medio nazionale del frequentatore di casinò. Nel Friuli Venezia Giulia la passione per il gioco d'azzardo coinvolge migliaia di gamblers. Cifre confermate dall'ufficio marketing del Park di Nova Goriza "nelle nostre sale" spiega il sig.Stanislav "oggi ridotte a causa di lavori di ristrutturazione,si alternano giocatori veneti,emiliani e molti friulani. Pochi però i triestini". Stessa situazione al casinò La Perla,situato a poche centinaia di metri dal Park. Qui però all'intrattenimento tipico del casinò si aggiungono una discoteca,un night ed un fitto calendario di appuntamenti musicali e di cabaret.
Ma dove vanno a giocare i nostri concittadini? La stragrande maggioranza dei giocatori d'azzardo di Trieste predilige recarsi al casinò situato all'interno del Grand Hotel Metropol di Portorose oppure al Gran casinò di Lipica. Ci vanno solitamente il sabato o la domenica pomeriggio e preferiscono andarci da soli, al più con gli amici.
Raramente vi si recano con la famiglia. Sia quello di Portorose che quello di Lipica sono grandi casinò cioè con la concessione statale anche per i giochi da tavolo. In Slovenia queste realtà sono 11. Gli altri più che casinò sono piccole case da gioco che possiedono solo slot machines. Tra grandi e piccoli oltre confine se ne contano circa 400. Tutti in costante crescita. Ma quanto spendono i gamblers?. Sulle cifre i casinò sono molto abbottonati. Ufficiosamente qualche giocatore ci riferisce che tra roulette,black jack,poker e slot machines spende 250/300 euro ogni volta che ci mette piede.Ma queste cifre salgono e di parecchio quando la frequentazione di un casinò diventa assidua. Discorso a parte per i grandi giocatori che esistono ancora ma sono pochi,pochissimi ed è impossibile intercettarli. Veri professionisti del poker o del black jack questi girano il mondo partecipando a tornei milionari,vivendo pertanto solo di questo.
Ad ogni modo il pubblico dei casinò è nel 60% dei casi occasionale. Alcune case da gioco infatti mettono a disposizione dei propri clienti dei piccoli manuali per orientarsi prima di iniziare a spendere. Ed i triestini non fanno eccezione in questa tendenza. Tanti di loro sono totalmente inesperti e non conoscono nemmeno le regole dei giochi. Sono attirati per lo più dall'adrenalina che divertimenti come la roulette possa dare rispetto ai giochi a pronostico come la schedina del totocalcio o del totip che sono eccitanti quanto l'osservare della vernice che si asciuga su un muro. Ed è questa vitalità dei casinò che attira ogni anno centinaia di nostri concittadini in Slovenia. "Basta vincere un paio di puntate che ci si dimentica di tutte le volte che si è perso" ci confida una signora impegnata su una video slot machines di ultima generazione. "Devo dire" conclude "che una volta si vinceva più spesso. Ora pagano poco e raramente". Ma il gioco d'azzardo non è appannaggio esclusivo dei casinò. Anzi. Maurizio Fiasco,sociologo ed esperto della Consulta Nazionale Antiusura,pone un accento sulla relazione esistente tra politiche economiche e gioco d'azzardo "è un grave problema di massa" sostiene, "dagli anni '90 c'è stata una progressione esponenziale dei consuntivi intascati dallo Stato. Oggi parliamo di cifre attorno i 28 miliardi di euro all'anno. E solo un trentesimo della spesa è a favore dei casinò".
Giochi come il bingo,il lotto,le lotterie istantanee (gratta e vinci n.d.r.) e il superenalotto coinvolgono l'80% della popolazione italiana. "La massa - dichiara ancora Fiasco - investe il proprio reddito di sussistenza nell'illusione di cambiare una condizione contingente. Subisce il fascino dell'azzardo credendo di poterne controllare l'esito invece dissipa solo capitali sottraendo soldi alla dieta alimentare,alle cure mediche dei figli ecc."
Ricordiamo i 5.200 milioni di euro spesi dagli italiani al gioco del lotto a cavallo tra il 2004 ed il 2005 per pizzicare il numero 53 ritardatario da molte estrazioni. L'azzardo quindi si distribuisce su una gamma amplissima di eventi che il Ministero dell'Economia e delle Finanze non manca di agevolare.
Non ultimo esempio le numerose concessioni rilasciate dallo Stato e dall'AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) che hanno fatto sorgere ovunque delle agenzie di scommesse.
A Trieste solo negli ultimi cinque anni ne sono sorte tre portando a cinque i punti Snai dove è possibile scommettere su ippica ed avvenimenti sportivi. Per non parlare delle macchinette per il video poker introdotte solo nel gennaio 2005 e che hanno già fatto registrare introiti per 10,5 miliardi di euro. Tutte iniziative,supportate da un marketing su misura che mirano alla correzione dell'andamento dei conti pubblici dello Stato come tante piccole finanziarie.
Ma quali sono le motivazioni al gioco? Perché ha tanto successo? E soprattutto: il rischio di dipendenza è alto? Pare di si. Il Sig.Maurizio Cecchet,vice presidente dell'Associazione per ex giocatori di azzardo e le loro famiglie del Comune di Campoformido fornisce qualche dato "Attualmente i gruppi di terapia in cura all'equipe presieduta dal dr. Rolando De Luca,psicologo psicoterapeuta,sono nove e coinvolgono tra giocatori d'azzardo e familiari oltre cento persone. Il 76% dei giocatori provengono dal Friuli Venezia Giulia,il restante 24 da oltre regione. Il 51% giocava al casinò,il 21% alle corse ai cavalli,il 15% al lotto,il 13% ai videopoker. Il 7% ha meno di trenta anni, il 14% dai trenta ai quaranta anni, il 51% dai quaranta ai cinquanta anni, il 22% dai cinquanta ai sessanta anni, mentre il 6% ha più di sessanta anni.
L'85% dei giocatori in terapia sono maschi e il 15% femmine ma la percentuale di soggetti femminili che richiedono un intervento terapeutico per gioco d'azzardo patologico è aumentato. La percentuale di abbandono della terapia corrisponde al 10%,rischio che risulta interessare maggiormente le donne." Nel centro di terapia è confermata la presenza di alcuni triestini. "Il lavoro del centro" prosegue Cecchet "dura degli anni,dai tre ai cinque. La stragrande maggioranza dei giocatori che frequentano il gruppo non giocano più d'azzardo. Allo stato attuale il centro ha dimesso circa una trentina di famiglie. Lo scopo della nostra Associazione è quello di capire quindi quali sono i rischi ed i pericoli della dipendenza dal gioco,non di demonizzarlo".
Nell'introduzione al libro -Mi gioco la vita.Mal d'azzardo: storie vere di giocatori estremi - di Silvana Mazzocchi, il dr.De Luca fa comunque emergere un calcolo approssimativo di "schiavi del gioco" che in Italia si aggira tra i 700 mila e gli 800 mila. Tanti. La nostra Regione è al tredicesimo posto nella classifica nazionale con una spesa media per famiglia intorno ai mille euro l'anno. Tanti. Pare che la politica finanziaria del nostro Paese abbia un ruolo decisivo in tutto questo aprendo a ruota libera nuove frontiere per gli scommettitori. Un milione di italiani si è già appassionato alle scommesse on line attraverso internet. Chissà cosa si inventeranno in futuro. Giocare non è assolutamente un reato ma può diventare una malattia impossibile da tenere sotto controllo. Scambiare una cosa ludica con un investimento è un errore che fanno in molti
UN AIUTO PER CHI RESTA SUL LASTRICO
Nel maggio del 2000 è nata l'Associazione ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie (A:Git.A.).
L'associazione intende promuovere il cambiamento dello stile di vita delle persone dipendenti da gioco d'azzardo e delle loro famiglie,nonché favorirne il reinserimento nell'ambito lavorativo e nel tessuto sociale. Per questo tra le altre attività l'Associazione organizza convegni tematici. I prossimi appuntamenti sono: il 15 maggio con "Razionalità e caso: Il gioco d'azzardo come pura perdita" presso la Sala Consiliare del Comune di Campoformido alle ore 20.30. Durante la serata saranno presentati i risultati di una ricerca intesa a definire i modelli e i rischi associati al gioco d'azzardo. Il relatore,il prof.Carlo Cecchini ordinario di Analisi Matematica presso la Facoltà di Scienze dell'Università di Udine,con la sua collaborazione permetterà inoltre di indagare e correggere le nozioni di base della teoria della probabilità dei giocatori d'azzardo.
Il convegno è organizzato anche dalla Caritas diocesana di Udine e dalla Consulta Nazionale Antiusura di Bari ed è patrocinato dal Comune di Campoformido (UD), da ALEA, dal Progetto Salute e da Cultura Nuova.
Il 15 ottobre 2006 invece l'appuntamento è con un convegno nazionale patrocinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia dal titolo "La terapia di gruppo nella dipendenza da gioco d'azzardo. Prima,durante e dopo un lungo percorso terapeutico". Anche questo sarà ospitato dal Centro Polifunzionale presso la Sala Consiliare del Comune di Campoformido con inizio alle ore 09.00.Per chi volesse maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito internet dell'Associazione www.sosazzardo.it oppure di telefonare allo 0432 728639 o ancora scrivere a agita@ sosazzardo.it.