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Il Piccolo
11 giugno 2000
Videopoker, boom di "pentiti"
I "disastri" sociali sono analoghi a quelli prodotti dai casinò
GORIZIA - Arrivano alla spicciolata. Qualche coppia, singoli, raramente gruppi: sono le prime vittime da videopoker del Friuli Venezia Giulia. Si rivolgono alla prima associazione in Italia nata per proteggerli, tutelarli e aiutarli ad uscire dal tunnel della dipendenza: la neonata Associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie di Basaldella di Campoformido (Udine), presieduta da Marco Rizzi. E così, mentre in regione proseguono i dissequestri delle "macchinette" (25 a Gorizia, 300 in Carnia, moltissimi anche a Trieste), i più coraggiosi giocatori bussano ai Gruppi terapeutici di Campoformido. Le richieste hanno subito un'impennata: pare che già una decina di persone - il 13% del totale dei Gruppi, stimati in 80 persone - abbia chiesto informazioni al dottor Rolando De Luca, psicologo e coordinatore dei Gruppi, alla psicologa Tiziana Collevati e alla sociologa Marilena Zoccolan. Testimonianze d'estrema attualità emerse nel corso del convegno sul tema "Gioco d'azzardo e videopoker", promosso in Provincia dal Dipartimento per le dipendenze e dall'Associazione club alcolisti in trattamento di Gorizia. "I danni del videopoker - afferma lo studioso perugino Giancarlo Violini - si osservano a lunga scadenza. Ma i disastri sociali sono gli stessi del casinò". "Campoformido - incalza il responsabile del Sert di Gorizia Bernardo Spazzapan - potrebbe fare da esempio ad altri Gruppi in Regione". E proprio Gorizia sembra essere in prima linea in questo progetto: Spazzapan lavora già con 15 ex giocatori d'azzardo, e il numero è destinato ad aumentare. A Campoformido invece, dopo due anni d'attività, il 74% degli ex giocatori proviene dal Friuli Venezia Giulia, il 24% da fuori regione (soprattutto dal Veneto); al casinò giocava il 51% (le case da gioco in Slovenia sono decine, c'è la proposta d'istituirle in regione), alle corse dei cavalli il 21%, al lotto il 15%; il 7% ha meno di trent'anni, il 14% dai 30 ai 40 anni, il 51% dai 40 ai 50 anni, il 22% dai 50 ai 60 anni, il 6% più di 60 anni. I Gruppi sono costituiti per la maggior parte da lavoratori (e giocatori) autonomi, e per la totalità da maschi. Da uno studio del Sert di Gorizia, invece, emerge che 4 alcolisti su 100 sono anche incalliti giocatori d'azzardo.
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