Mestre - L'organizzazione era piramidale. C'era chi metteva a disposizione del "gruppo" le proprie conoscenze tecnologiche e le apparecchiature per la clonazione delle carte di credito oppure dei ticket per le partite di calcio e addirittura dei concerti; qualcun altro si occupava di copiare le "card" negli uffici postali o nei siti web delle linee aeree. C'era chi approfittava di tutto,andando a spendere con i documenti contraffatti nei negozi di Napoli,Bari,Brindisi,Roma e nel resto d'Italia. Un gruppetto,infine,era incaricato delle truffe con la carta di credito in alcuni casinò (Venezia,Insbruck,Nova Gorica e Cannes). Insomma,un'organizzazione precisa sotto tutti i punti di vista e che offriva,ovviamente,e senza tanti problemi,anche documenti e carte d'identità false per camuffare meglio l'inganno.
A due anni dall'avvio dell'indagine,ieri mattina la speciale sezione "Polizia dei giochi e delle scommesse" in seno alla Squadra Mobile di Venezia diretta da Alessandro Giuliano,con i colleghi di Napoli,nell'operazione "Clone",ha sgominato una vera e propria banda composta in prevalenza da residenti nel sud e quasi tutti con precedenti specifici e contiguità con 'ndrangheta,camorra e mafia pugliese. Per tutti l'ipotesi di reato è associazione per delinquere,indebito utilizzo di carte di credito contraffatte, ricettazione, falso per reati commessi tra il 2002 e il 2003.
Così,con un blitz svolto in 5 regioni (Lazio, Puglia, Campania, Calabria, Emilia Romagna), gli agenti hanno arrestato 24 persone. A dare il via all'operazione un episodio avvenuto nel dicembre del 2002 al casinò di Ca' Noghera quando due persone dell'organizzazione avevano cercato di utilizzare in maniera fraudolenta due carte di credito per acquistare delle "fiches". In seguito a quell'episodio erano scattate le indagini che ha portato poi ai risultati messi a segno in queste ore dagli investigatori e che hanno visto addirittura un poliziotto trasformarsi in fiorista per seguire da vicino le mosse di un malvivente per le strade di Roma. Le indagini sono state coordinate dai magistrati della Procura di Napoli attraverso il procuratore aggiunto Paolo Mancuso e i pubblici ministeri Marco del Gaudio e Teresa Greco.


Paolo Navarro Dina
Ecco la "Polizia delle scommesse e dei giochi"

Lo scopo è di combattere il gioco clandestino e tenere sotto controllo il gioco d'azzardo "ufficiale" che si pratica nei casinò italiani e le possibili truffe on line. Dal 2002 è arrivata la Polizia dei Giochi e delle Scommesse, nuova nata nella grande famiglia della Polizia di Stato. Alla base dell'attività di questo settore investigativo vi sono soprattutto le analisi e il contrasto dei fenomeni criminosi collegati al circuito dei giochi e delle scommesse(i casinò,gli ippodromi,le sale bingo,le sale scommesse e i videopoker).Il costante monitoraggio del comparto giochi,finalizzato ad arginare le degenerazioni criminali,è uno dei punti chiave dell'azione del Governo e dell'Amministrazione dei Monopoli. Per questo,considerato anche il giro d'affari,è stata allestita una vera task force con compiti di controllo e repressione del fenomeno,spesso gestito da bande criminali che in questo modo riescono non solo a mettere a segno truffe,ma spesso operano azioni di riciclaggio.