Il recente blitz della Guardia di Finanza contro centinaia di siti specializzati nelle scommesse clandestine ha portato alla luce un inquietante sottobosco di attività illegali sul web dove si gioca praticamente su tutto ma a vincere è sempre e solo il "banco".
Si definiscono le "sentinelle della rete",sono una quarantina di cyber-detective della Guardia di Finanza,attivi su quel magmatico fronte che è ormai internet: dove sempre più spesso la delinquenza comune e il crimine organizzato cercano di sfruttare le tecnologie come volano per tutta una serie di nuove attività illecite. Nuove nella forma,ma talvolta non nel contenuto: è il caso del gioco d'azzardo illegale,che on line ha trovato delle formidabili opportunità capillari per mietere altre numerose vittime.
Nasce così la recente operazione di polizia,battezzata "17" sulla ruota di Internet: la più vasta iniziativa che in Italia sia stata mai condotta contro il gioco d'azzardo digitale,messa a segno dal Gat,il Nucleo speciale per le frodi telematiche della Guardia di Finanza,struttura che punta nel settore delle investigazioni digitali,erede del precedente Gruppo Anticrimine Tecnologico (da cui la sigla "Gat"),che nacque nel 2001 come parte del Nucleo Speciale Investigativo.
Il bilancio dell'indagine è di oltre 360 siti oscurati,con 31 Procure della Repubblica coinvolte in tutta Italia e 53 persone denunciate,che ora rischiano l'arresto da tre mesi ad un anno. Il reato in causa è quello perseguito dalla legge 401/89,che attribuisce ai Monopoli di Stato la facoltà di autorizzare luoghi e modalità del gioco legale,con specifici requisiti a tutela dei giocatori. Sui siti incriminati,rigorosamente privi di licenza,era possibile scommettere mediante i più diffusi giochi da casinò o erano comunque reclamizzate opportunità di puntare denaro sfruttando la connessione a internet.
"L'operazione è costata oltre sette mesi di indagini e ha comportato un'attività di monitoraggio ad altissima profondità",dice il colonnello Umberto Rapetto,comandante del Gat. "Se poi vogliamo fare dei riferimenti di carattere geografico,basti pensare che si parte in senso orario da Sanremo per arrivare a Trieste,per scendere a Foggia e poi rimbalzare a Reggio Calabria: quindi,per quanto concerne i promotori e gli utilizzatori di queste iniziative,non ci sono barriere di carattere regionale e neppure di età,né di censo o di cultura",spiega il capo dei cyber-finanzieri.
Del resto la Rete è ormai un veicolo trasversale,probabilmente micidiale per questo tipo di reati. "In effetti- osserva Rapetto - la diffusione è estrema: si può considerare quasi una crescita di natura esponenziale; ogni giorno nascono nuove opportunità,non fosse altro perché l'offerta è calibrata su una domanda che sembra essere incessante". C'è poi il problema,tipico dell'0n line,della difficile localizzazione del reato: "Per l'appunto,la Rete ha una sua magmaticità; c'è un continuo cambiamento dello scenario e soprattutto,quando si arriva ad identificare un sito che svolge attività illecite e si riescono dunque ad adottare i provvedimenti giudiziari necessari, questo emigra: magari finisce oltre confine,così da poter sfuggire alla normativa più vincolante che può esserci in uno Stato anziché in un altro",afferma il colonnello.
Ma se internet è un terreno fertile per la proliferazione del problema,talvolta vi si trovano pure i rimedi: almeno quelli di tipo psicologico,ovvero il sostegno ai giocatori compulsivi. Se un approccio moderato al gioco,come all'alcol,non può essere considerato un fattore di dipendenza,la propensione irrefrenabile all'azzardo,al pari delle tossicodipendenze, implica un vero e proprio disturbo della personalità, che ha un impatto sociale molto serio. Una vera e propria piaga,di cui si occupano in tutto il mondo diverse associazioni,come Giocatori Anonimi,nata nel 1957 negli Stati Uniti sul modello di Alcolisti Anonimi, e presente dal 1999 anche in Italia.
Sul sito www.giocatorianonimi.org è possibile trovare informazioni e contatti per avviare le terapie necessarie,tutte basate sulla forza del gruppo d'ascolto. E sono molte le realtà,anche istituzionali,che usano internet per proporre consigli e percorsi di guarigione; sportelli di pronto soccorso e indirizzo,come www.gambling.it o www.sosazzardo.it. Come si può uscire dal gioco? Marco è un giocatore compulsivo (non rivela il suo cognome per motivi di riservatezza)che sta guarendo proprio prestando aiuto ad altri giocatori. E' lui a rispondere al centralino nazionale di giocatorianonimi.org: "Come i dipendenti dall'alcol o dalle droghe - dice - la difficoltà che noi giocatori abbiamo è accettare l'aiuto degli altri: accettare che ci sia qualcuno che la pensa diversamente da te e che ti può dare una mano; i dipendenti sono egocentrici, pensano che il mondo inizi e finisca dentro di loro: aiutando altre persone a smettere,tu riesci a stare lontano".
Ma si riesce a smettere completamente? "Il punto è che non se ne esce mai: io so che se domani faccio una giocatina,posso ritornare in breve nella completa dipendenza",risponde Marco. "Tra quelli che si rivolgono a noi ci sono professionisti,professori,deputati,ladri; c'è gente di tutti i tipi che ha perso tutto: forse il gioco è ancora più "democratico" delle altre dipendenze,perché è socialmente molto più vario; ci sono anche tantissime donne, magari casalinghe"
Lo psicologo e psicoterapeuta Rolando De Luca è responsabile del Centro di terapia di Campoformido per i giocatori d'azzardo e le loro famiglie,presso Udine. La struttura,sostenuta dall'amministrazione comunale,è raggiungibile sul portale www. sosazzardo.it "Il giocatore d'azzardo patologico - spiega De Luca - dedica la maggior parte del suo tempo al gioco; è fortemente indebitato,spesso perde il lavoro,arriva a compiere frodi e falsificazioni e frequentemente tenta il suicidio. A livello sociale si nota una ridotta o azzerata attività produttiva,danni dovuti a terzi a causa di indebitamenti e fallimenti finanziari"
E DeLuca ha raccolto una serie di numeri su coloro che frequentano i gruppi di terapia di Campoformido: "Tra i più preoccupanti: il 90% dei giocatori è dipendente dal tabacco, il 15% fa uso di alcol almeno tre volte alla settimana e il 3% usa una o più sostanze psicotrope".