Rosaria punta dieci euro sul lotto per tre volte a settimana. Ogni mese spende 120 euro. In un anno 1.440 euro. Fa la fila dal tabaccaio vicino casa piena di speranza: "Se esce il terno
. Prendo quattromiladuecentocinquanta volte la puntata".
Mario ha da poco superato i settant'anni,continua a sostenere che i sogni aiutano a vivere ed è per questo che non perde una puntata al superenalotto. Per ora non ha mai vinto. "Ma basta un sei e metto a posto tutta la famiglia".
Enrico faceva il ragioniere. Teneva i conti di alcuni piccoli imprenditori che gli affidavano i soldi per pagare tasse e spese varie. Quando però usciva dalla casa-ufficio per sfogare gli effetti della sua "febbre da cavallo",fra corse tris,piazzati e vincenti bruciava i soldi delle tasse degli amici. Loro erano sicuri che avesse le ricevute dei versamenti,e invece no. Finiva tutto in sala corse. E così Enrico ha perso il lavoro,la casa,l'ufficio. Ma cerca ancora il cavallo giusto per rifarsi.
La storia del cantante Pupo,che ha perso una fortuna al gioco,non è un'eccezione. Chissà quanti sono coloro che,come il famoso cantante,dissipano i loro guadagni nel gioco! Le statistiche dicono che i giocatori più incalliti si trovano tra i ceti medio-bassi e le famiglie con doppio reddito. In genere il giocatore finisce per coinvolgere tutta la famiglia nel disastro economico. Molte fanno i debiti per pagare le perdite,altre finiscono per rivolgersi agli usurai. C'è un dato di riscontro: il dieci per cento di chi si rivolge alle fondazioni anti-usura è coinvolto in problemi di gioco.
Il mondo del gioco è strano.Ogni giocatore ha il suo pallino. Il lotto lo giocano in maggioranza le donne di non giovane età. I numeri vengono scelti interpretando sogni,date e ricorrenze. Le vincite sono quasi sempre modeste. Il bingo è il gioco degli anziani,perché hanno più tempo a disposizione. Il superenalotto è preferito dai giovani e da coloro che sognano "la svolta" nella vita. Una moda,,ormai le giocate collettive. L'ippica è il terreno degli uomini. Ma stanno aumentando le donne che scommettono su calcio e altri sport. Le statistiche dicono che il gioco richiama un giro vorticoso di denaro. E' la quinta industria italiana per fatturato. Si calcola che ogni anno vengano buttati nel gioco circa sessantamila miliardi delle vecchie lire. Lo Stato nel 2005 ha incassato 27.775 milioni di euro. Un'industria,come si dice,che non produce niente,ma alimenta illusioni a caro prezzo. Su trenta milioni di italiani che ogni anno puntano i loro risparmi sulla fortuna,ottocentomila si rovinano la vita.
Tra gli amanti del gioco troviamo di tutto. C'è chi punta poco,chi si tiene al limite delle sue possibilità, e chi va oltre. In questo caso,dicono gli esperti,gioca in modo compulsivo. Come bere un liquore dietro l'altro,fumarsi un pacchetto di sigarette senza riuscire a smettere. E' una specie di bulimia del gioco. Moltiplicata per tutti quelli che ne sono affetti produce una piaga sociale che nessuno ha interesse a curare. Si potrebbero per esempio proibire certi giochi,fare campagne per convincere la gente a non buttare i soldi in modo così scellerato. Ma queste sono tossicodipendenze ben tollerate dallo Stato. Anche perché il banco è proprio il suo. E sopra vi è appoggiata una montagna di euro.
LA CURIOSITA'
Quanto Fruttano i giochi
| Lotto | € 7.250.000.000 |
| Superenalotto | € 1.950.000.000 |
| Scommesse sportive | € 1.450.000.000 |
| Scommesse ippiche | € 2.156.000.000 |
| Concorsi pronostici | €314.000.000 |
| Bingo | € 1.600.000.000 |
| Tris e Totip | € 581.000.000 |
| Gratta e vinci | € 1.200.000.000 |
| Apparecchi con vincita in denaro | € 10.500.000.000 |
| Apparecchi senza vincita in denaro | € 774.000.000 |
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| TOTALE | € 27.775.000.000 |
Bingo? No grazie meglio la tombola
Al circolo Arci Benassi di Bologna,il venerdì e la domenica si gioca a tombola. Arrivano anche cinquecento persone. "Otto euro e ti fai 24 tombole. Si comincia il pomeriggio e si arriva a tarda sera" dice Guido Grandi. "Poi capita pure che tra una tombola e l'altra,ci scappa gratis una minestra con salsicce". E cosa si vince? "Buoni spesa al supermercato" risponde Guido. Ecco l'alternativa al bingo dove una cartella costa un euro e cinquanta e in un minuto,o poco più,vengono estratti tutti i numeri.
Al Benassi non ne vogliono sentir parlare di bingo. Sembra una catena di montaggio per far soldi,dicono. In un'ora,se giochi sempre una sola cartella,puoi spendere trenta euro. E di parlare con i vicini non se ne parla. Insomma un'illusione anche questa. Anche qui stanno aumentando le persone che si rovinano la vita. E spesso sono anziani. Non fu una bella trovata,anche se a proporla fu diversi anni fa un governo di centro-sinistra.
"ERO SCHIAVO DEL GIOCO"
La testimonianza di un ex giocatore ospitato a Campoformido in provincia di Udine,in un centro di recupero psicologico delle vittime del gioco
A ogni perdita pensavo: alla prossima recupero,anzi ci guadagno. Certo,capita pure di vincere. Ma proprio quando è il caso di scappare a gambe levate,finisce che punti di nuovo. I giocatori non sanno dov'è il confine tra il gioco possibile e quello patologico
.Uscivo dal bar sotto casa e non avevo più una lira. La mia azienda artigiana tocca il fondo, le balle che racconto in famiglia
..Non lo demonizzo il gioco,però bisogna sapere che il sistema è fatto per pelarti.
Dobbiamo essere noi più smaliziati e consapevoli. Combattere lo Stato perché istiga al gioco è una battaglia persa. Servono i soldi e loro li raccattano in ogni maniera
Perché ho cominciato? E' stato per il male di vivere che mi porto dentro
Al negozio sotto casa ci arrivi subito e di soldi non te ne servono tanti. Qualche partita al video-poker
.Poi finisce che ci passi cinque ore al giorno. Si diventa stupidi cercando di leggere il gioco,capirne il segreto. Ma quale segreto
Un professore di matematica della normale di Pisa è venuto a Udine. In un incontro ha detto: prendiamo il lotto. Mettete che un numero non esca da 150 settimane. Se pensate che le probabilità che esca quella successiva aumentino,siete dei coglioni. Ogni estrazione è nuova,non dipende da niente e quelle passate non influiscono in nessun modo su quelle successive. Ecco siamo dei coglioni ignoranti. Pensiamo di parlare con i numeri e invece stiamo soltanto perdendo i nostri soldi. Quattro anni fa avevo 65 anni. Mi sono guardato intorno: non avevo più niente,né soldi né affetti. Ero stanco di raccontare balle,per primo a me stesso. In Tv ho visto un'intervista al dr.De Luca. Parlava di psicoterapia per malati di gioco e di un luogo,Campoformido,dove delle persone si incontravano. Ci sono andato anch'io. E la prima sera che sono entrato,sul tavolo ci ho messo pure le budella. Ho detto tutto. Ho consegnato documenti,assegni e ogni cosa che potesse farmi tornare a giocare.Ho cominciato la terapia. Oggi di anni ne ho 69,non gioco neanche la schedina perché la dipendenza è cosa subdola. Vivo con una modesta pensione,perché le mie risorse le ho bruciate tutte.
MA SI PUO' GUARIRE
I consigli di Rolando De Luca - psicoterapeuta
Rolando De Luca è responsabile del centro di terapia per i giocatori d'azzardo e le loro famiglie che si trova a Campoformido in provincia di Udine. E' una delle poche realtà in Italia specializzate in questo tipo di cura. La domanda è ovvia: si può guarire dal mal di gioco? "La stragrande maggioranza dei giocatori che frequentano il gruppo non gioca più d'azzardo,mentre gli altri,pur seguendo la terapia,continuano a farlo,anche se in misura inferiore rispetto all'inizio del trattamento".
Lei parlava di gruppo.Cosa significa?
"La terapia di gruppo è uno degli strumenti più adeguati per affrontare questo tipo di dipendenza"
Quante persone frequentano il centro di Campoformido?
"Sono attivi nove gruppi di terapia che coinvolgono,tra giocatori d'azzardo e familiari,oltre centocinquanta persone"
Cosa spinge una persona a rovinarsi con il gioco?
"Il giocatore sa di perdere,e forse in cuor suo lo desidera,quasi che toccare il fondo possa portarlo ad assolvere un tributo di cui ignora la vera entità
Riemergere alla vita di ogni giorno,affrontandola in modo diverso,è una partita altrettanto difficile,che riguarda tanto il giocatore quanto la sua famiglia"
Cosa fare per evitare la rovina di tante famiglie?
"Ridurre l'offerta di azzardo,eliminare la pubblicità,fare più informazione. E' necessario equilibrare le entrate dovute alle tasse sul gioco con le spese dovute al contenimento del danno prodotto. Altre formule,impegni economici e risorse umane marginali,manterrebbero la situazione invariata".
CHI CI GUADAGNA E' LO STATO
Il Governo in questi ultimi anni ha cercato di incentivare il gioco per rimpinguare le casse statali. L'ultima finanziaria ha dato il via libera alle slot machine (attualmente esistono più di 150 punti autorizzati,destinati peraltro a raddoppiare),ha aumentato il numero delle estrazioni del lotto (non più due ma tre volte alla settimana) e ha autorizzato il gioco via internet. Presto potremo giocare anche da casa con carte di credito prepagate,come adesso si fa nei circoli privati e nelle agenzie. In questi anni poi abbiamo visto espandersi le scommesse sportive,le sale bingo e le cartelle del gratta e vinci. Risultato: oggi è più facile giocare. E quindi anche rovinarsi. Si gioca al bar sotto casa,nella tabaccheria più vicina. Si gioca a tutte le ore e si allarga la potenziale clientela. Le nuove forme di gioco si rivolgono a un pubblico vastissimo di "consumatori" che include molto spesso le famiglie meno benestanti. I luoghi dove è possibile giocare d'azzardo vengono aperti in zone della città in cui c'è un grosso transito di gente,ad esempio vicino ai centri commerciali,secondo una mirata politica di marketing.