Messaggero Veneto
11 giugno 2000
Porre limitazioni al gioco d'azzardo
Se n'è parlato in Provincia - Un fenomeno che preoccupa
Due mesi fa si è svolto a Forte dei Marmi il primo Congresso nazionale sul gioco d'azzardo e videopoker, evento che ha squarciato un muro di silenzio e di colpevole immobilismo istituzionale, ponendo in primo piano un'autentica piaga sociale il cui impatto sulla pelle di centinaia di migliaia di famiglie italiane è stato e continua a essere distruttivo. La sezione provinciale dell'Associazione club alcolisti in trattamento (Acat), in collaborazione con il dipartimento delle dipendenze Sert dell'Azienda sanitaria, ha organizzato venerdì il primo convegno a tema nella sala del consiglio provinciale. Gli interventi principali sono stati a cura dello psichiatra Bernardo Spazzapan, del responsabile per i gruppi di terapia per i giocatori d'azzardo di Campoformido Rolando De Luca e dell'esperto di informatica Giancarlo Violini. "Come tutte le dipendenze - ha detto Spazzapan - l'effetto traino assume un'influenza preponderante nell'attirare sempre più giocatori.
Oggi il gioco d'azzardo è uscito definitivamente dai casinò e si diffonde negli strati più bassi della popolazione, quella che non poteva certo permettersi di frequentare le case da gioco e che oggi viene a trovarsicon una macchina videopoker nel bar sottocasa. L'insoddisfazione per la propria esistenza, la voglia di evadere dalla realtà alla ricerca della vincita che cambia la vita sono fattori che poi portano alla vera e propria malattia del gioco d'azzardo, alla figura clinica del giocatore compulsivo o patologico e a tutte le conseguenze del caso, dall'indebitamento al bisogno di ricorrere ai piccoli furti fino alle soglie del dramma, la depressione e alla fine l'ombra del suicidio.
A Campoformido è nato da 5 anni uno dei primi gruppi terapeutici in Italia per la cura dei giocatori, frutto dell'impegno del dottor De Luca e ora punto di riferimento a livello nazionale: "Di solito non è il giocatore a prendere l'iniziativa, a decidere di chiedere aiuto. A farsi avanti sono sempre i familiari, esasperati, gli unici ad avere ben chiara la situazione di autentica sofferenza patologica del congiunto. E' a loro che forniamo il primo aiuto immediato, certi che prima o poi anche il giocatore sarà indotto ad accettare l'aiuto della terapia d'analisi per la quale sono ovviamente richiesti tempi piuttosto lunghi ma i cui risultati sono stati finora più che incoraggianti." Ma il gioco d'azzardo, oggi, significa soprattutto videopoker, videogioco d'azzardo presente all'interno di normalissimi bar e sale giochi.
Violini è uno dei massimi studiosi a livello nazionale del funzionamento di queste macchinette che, secondo la legge, dovrebbero configurarsi come videogioco d'abilità. "Il videopoker - ha affermato - costituisce un'autentica truffa che si sostiene sulla complicità degli esercenti e su una legislazione confusa e inadeguata, sistematicamente aggirata dai sotterfugi di chi ha trasformato il videopoker in un ricchissimo affare, noleggiatori compresi." I processori - ha aggiunto - sono predisposti per alterare il gioco e artifici sempre più svariati vengono ideati per circuire il goicatore. "Il dramma è che mentre prima chi voleva giocare d'azzardo prendeva l'auto e andava al casinò, oggi il videopoker occhieggia nel bar dove si va a prendere il caffè ogni giorno e dove anche i minori possono venirvi in contatto." Il fenomeno, insomma, è ben più grave di quanto si possa credere e lo Stato, secondo i relatori, sembra insensibile al problema. "Non è possibile - ha puntualizzato De Luca - che si spendano soldi pubblici per fare pubblicità al Lotto, che sostanzialmente è un gioco d'azzardo, se contemporaneamente lo Stato non fa nulla per prevenire l'abuso e la dipendenza da esso, così come avviene per il tabacco. Bisogna muoversi per elaborare nuove regolamentazioni, promuovere la diffusione della conoscenza consapevole del rischio, aiutare gli operatori che si adoperano per dare sostegno ai giocatori e alle loro famiglie e porre infine limitazioni all'abuso indiscriminato del gioco d'azzardo, coinvolgendo direttamente anche le case da gioco riconosciute dallo Stato."