La Padania
04 agosto 2006
Casino' Italia: il Governo incassera' 370 milioni
Piccole manovre che in 3 anni porteranno a Roma un fiume di soldi.
di Francesca Cassani
Roma - La parola dordine è una sola: far cassa. A ogni costo e senza guardare in faccia a nessuno. Ecco allora che per rimpinguare il più possibile lerario statale il Governo Prodi ha deciso di puntare sul gioco dazzardo, e non importa se ogni anno migliaia di famiglie italiane finiscono sul lastrico proprio a causa di un vizio tanto subdolo e autodistruttivo.
Il decreto sulle liberalizzazioni di Pierlugi Bersani prevede, infatti, numerose modifiche anche al mercato delle scommesse, piccole manovre che in 3 anni porteranno a Roma circa 370 milioni di euro. Lattenzione al settore viene giustificata con la volontà dellEsecutivo di debellare il gioco illegale. Peccato che lunica soluzione trovata sia quella di incrementare il gioco controllato dallo stato a partire dallaumento del numero di slot machine, anche le sale bingo potranno istallarle, videopocker e il via libera a nuove forme di intrattenimento on line. Come i giochi di abilità, skill games, e le scommesse a quota fissa con modalità di interazione diretta tra i singoli giocatori (peer to peer) che verranno attivate in rete e che frutteranno circa 27 milioni di euro in due anni. Alcuni studi hanno ipotizzato, a seguito dellintroduzione di queste due nuove modalità di gioco, un numero elevato di giocatori interessati alle scommesse via internet e da 500mila utenti nel 2007 si dovrebbe passare a 1 milione di giocatori nel 2008 per una spesa pro capite annua di 2mila euro. Secondo le stime dellAams per le nuove scommesse peer to peer si prevede una raccolta nel 2007 pari a 100 milioni di euro, somma che salirà a 200 milioni nel 2008. Cifre da capogiro ma che devono assolutamente far riflettere, perchè più sarà facile avvicinarsi alle scommesse maggiore sarà il numero di italiani che rischiano di finire vittime del gioco dazzardo. E se oltre l80 per cento della popolazione gioca abitualmente, sono oltre 700 mila gli italiani vittime di una forma di dipendenza dal gioco dazzardo simile alla dipendenza d alcool o droga.
Il Comma 2 dellarticolo 38 del decreto prevede, inoltre il «riordino dellattuale sistema di distribuzione dei giochi a base sportiva con la costituzione di una rete strutturata di punti vendita». Il che porterà ad almeno due effetti, come spiegano sullagenzia Agicos: il primo è un incremento del gettito erariale dovuto allallargamento della rete, incremento che ci sarà nonostante la progressiva riduzione dellaliquota, il secondo una entrata una tantum dovuta allassegnazione, tramite gara pubblica, delle nuove concessioni Lipotesi è che il valore medio dellaggiudicazione sia di 30 punti percentuali superiore alla base dasta che varia da 25 mila e 2700 euro. E contando che i nuovi punti vendita saranno 7 mila lincasso per lo Stato sarà di circa 20 milioni di euro. Per arrivare ai 370 milioni la strada è ancora lunga e bisogna passare dallallargamento della rete delle scommesse sportive e la riduazione dellimposta, la cui applicazione è stata rimandata a gennaio 2007, che porterà oltre 33 milioni di euro in più nelle casse dello Stato. Non male anche lincasso che arriverà dal mondo dellippica: i nuovi punti vendita saranno 10 mila e se per questanno la raccolta è stimata per 50 milioni di euro, avrà addirittura uno zero in più, 500 milioni, nel 2007 per poi cedere a una flessione, 100 milioni, nel 2008. In tre anni lo Stato porterà comunque a casa 30 milioni di euro. Più punti per scommettere ma anche più sale Bingo, circa 10 mila, che si trasformeranno in veri e propri piccoli Casinò grazie allautorizzazione a installare slot machine e apparecchi di intrattenimento per i giochi su base ippica.
Per chi non ama le tombole allamericana, Bersani e compagni hanno previsto la possibilità di giocare anche in altri locali pubblici. Entro la fine dellanno, infatti 8mila apparecchi verranno posizionati allinterno di bar e luoghi di intrattenimento, mentre lanno prossimo il numero aumenterà di altre 9 mila unità. Nuove macchine che porteranno allerario statale oltre 25 milioni di euro.
Il vero valore aggiunto di tutta loperazione, però, è legato allentrata una tantum dellasta per le nuove concessione grazie alla quale in un colpo solo il guadagno sarà di oltre 240 milioni di euro. Così come era andata con i tassisti, però, liniziativa di Bersani non è piaciuta agli addetti ai lavori del Sicon (Sindacato imprese concessionarie ippiche e sportive) che nella giornata di ieri sono scesi in piazza per protestare contro il provvedimento e attendono in tempi brevi il rinnovo delle concessioni in scadenza il 9 agosto.
«Nei Paesi che sono alla deriva si cerca di risolvere i problemi stimolando il gioco dazzardo. Non penso che il Paese e il Nord si meritino questo - ha sottolineato Roberto Cota, deputato della Lega Nord -. Non vi è dubbio che lintento sia quello di stimolare il gioco, una scelta moralmente deprecabile poichè il gioco dazzardo impoverisce e spesso invischia in ambienti malavitosi». Già, perchè il problema legato alle scommesse è, soprattutto, di ordine morale. Come aveva sottolineato anche il segretario nazionale della Consulta Antiusura Alberto DUrso: «Lo stato cura poco la sua credibilità - ha detto e si mostra indifferente alla perdita della qualità etica e umana dei suoi cittadini, rinunciando a ogni sua funzione educativa, offendendo la giustizia distributiva e sociale, la solidarietà e la sussidiarietà che la Costituzione gli impongono come doveri ineludibili».
Loperazione di Bersani, però, rischia quasi di apparire una goccia nel mare di fronte alla spesa annuale per il gioco in Italia che si aggira intorno ai 25 miliardi di euro, di cui 11 solo per il lotto, e oltre cinque per gli apparecchi da intrattenimento. «Nel 1994 gli italiani spendevano nel gioco legale 6, 5 miliardi di euro, nel 2004 si è arrivati a 23 miliardi, con un montante quadruplicato. Non sono un economista, ma mi chiedo quale grossa azienda sia mai riuscita a fare meglio?», spiega perplesso Rolando De Luca, patron dell Associazione per il recupero dei giocatori dazzardo del Comune di Campoformido che lancia lallarme. «Non si può sostenere , tanto per lavarsi la coscienza, che i cittadini sono liberi di scegliere se giocare o meno. Aumentando la pubblicità e dunque, invogliando allazzardo, è un po come si faceva una volta con le sigarette: si incentiva, si induce ad assumere certi comportamenti, incuranti del danno sociale che questo provoca».