| |
Corriere della Sera
11 settembre 2006
Goa, la Spiaggia degli hippy ora attira I casino'
Dieci nuove aperture entro la fine di quest'anno. "Ma non e' questo il turismo su cui investire".
C'era una volta Goa,la spiaggia paradiso dei fricchettoni e degli hippies di tutto il mondo che,a partire dalla fine degli anni sessanta,si era trasformata da "semplice" ex colonia portoghese sulla costa occidentale dell'India in lussureggiante Eden dove era possibile sperimentare i principi di una vita davvero "psichedelica" (un mix di sole, mare, sesso e molte droghe). Questa cara,vecchia Goa sembra ormai non esistere più se non nella memoria dei più nostalgici: al suo posto c'è una "perla"del turismo che ora tenta l'ultimo grande salto,quello definitivo,quello di diventare una nuova Montecarlo o meglio ancora una nuova Macao, l'enclave (anch'essa portoghese) che ogni anno attrae più di quattro milioni di turisti con i suoi casinò e le sue slot machine. Il futuro della nuova Goa si gioca proprio sul gioco,d'azzardo o meno: il governo di questo piccolo "stato federato dell'unione indiana" (come recitano le guide turistiche), ha deliberato l'apertura di dieci nuovi casinò (alcuni dei quali galleggianti), entro il 2006 proprio con l'intento di attirare ancor più turisti di quelli che già oggi sopravanzano la popolazione indigena (??milioni di abitanti). Rubandoli in qualche modo alla concorrenza,in particolare al Nepal e a Sri Lanka. Perché di fatto Goa è,a tutt'oggi, l'unico posto dell'India dove è possibile giocare d'azzardo. Anche se l'opposizione ha finora limitato questa "possibilità" ad un solo casinò e ad un hotel a cinque stelle con slot machine. "Stiamo cercando di attirare il turismo di lusso,quello che è più disposto a spendere" spiega Dilraij Kaur dell'ufficio del Primo Ministro. E così la nuova Goa si appresta a voltare pagina: puntando a diventare qualcosa di più simile a Casablanca o a Las Vegas che non a Zabriskie Point. Ma la scelta del governo è in qualche modo anche una scelta obbligata,una scelta di sopravvivenza per battere la concorrenza di altri stati che a differenza dell'India (e nonostante la passione mai proibita degli indiani per le corse dei cavalli), permettono "casinò e altro". Ma l'attuale opposizione minaccia comunque battaglia: "L'apertura dei nuovi casinò sarà un invito alla criminalità organizzata,quella della mafia cinese o del riciclaggio di denaro sporco,ad invadere Goa - spiega l'ex primo ministro Manohar Parrikar -. Non è certo quello il tipo di turismo su cui dovremmo investire". Che la vecchia Goa dei fricchettoni e degli hippies non sia poi del tutto sparita?
|