In Italia s'investono in gioco 60mila miliardi di euro. Un dato in aumento se si considera che solo lo scorso anno i miliardi di euro giocati erano 54. Un business, quello del gioco d'azzardo, che attira sempre più persone: oltre l'80 per cento degli italiani sono interessati a casinò, slot machine, cavalli, lotto, bingo e quant'altro. Per il 3 per cento della popolazione adulta (un numero che si aggira dai 300 agli 800mila), non si tratta di un semplice passatempo, quanto di una malattia patologica: e molti s'indebitano. Questi i dati presentati ieri a Campoformido nel corso del convegno nazionale "Auto-aiuto e terapia per i giocatori d'azzardo e le loro famiglie". La cura promossa dal Centro di terapia, infatti, prevede la partecipazione dei familiari, che svolgono un ruolo decisivo per smettere definitivamente di giocare. E proprio ieri al convegno hanno preso parte oltre 30 famiglie giunte a conclusione della terapia. "Ci sono altre 100 persone - ha spiegato Rolando De Luca, psicoterapeuta e responsabile del Centro di Campoformido - che in due, tre anni porteranno a termine la cura". Il 92 per cento dei giocatori che sono seguiti dalla struttura, non ricade più nel vizio.
"La terapia funziona - ha commentato lo psicoterapeuta - la percentuale di abbandono nel 2005/2006 è scesa al 5 per cento". È possibile tracciare un profilo degli ex giocatori d'azzardo, in cura a Campoformido. La maggior parte sono uomini (84 per cento), sposati o che convivono (69 per cento), in possesso della licenza media (46 per cento), giocano al casinò (55 per cento), hanno dai quaranta ai cinquant'anni (42 per cento), sono lavoratori dipendenti (49 per cento) e provengono dalla regione (80 per cento). "In Friuli Venezia Giulia la situazione è ancora sotto controllo - ha spiegato Maurizio Fiasco, sociologo della Consulta nazionale anti-usura - mentre la regione che gioca di più è la Sicilia, con in media un impegno annuo di 1200 euro per famiglia. Al sud il fenomeno è maggiormente diffuso, e in rapporto al reddito siamo lo stato che spende di più nei giochi". Secondo il sociologo, è interessante notare come il gioco sia il monopolio di stato che funziona di più. "I dati mostrano un fatturato crescente -ha aggiunto - negli anni Novanta la cifra si aggirava intorno ai 7 miliardi di euro, ora si parla di 32 miliardi di euro, con 1.500 punti scommessa, con 250mila slot machine (il gioco preferito in assoluto) che da gennaio 2005 hanno fatto girare 12 miliardi di euro". Il dato preoccupante per Fiasco è che sono in arrivo altre 19mila sale da gioco. "Il numero di persone che giocano - ha affermato - sta aumentando in proporzione all'offerta sempre più varia e vasta".
I dati presentati nel corso dei lavori, sono il risultato di una ricerca svolta dal Centro di terapia per giocatori d'azzardo e loro familiari, dove è stato analizzato un campione sperimentale di 63 giocatori patologici messi a confronto con un gruppo di controllo di 52 persone rappresentative della popolazione. Il convegno è stato realizzato dall'Agita (Associazione ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie), le Caritas diocesane del Friuli Venezia Giulie e dalla Consulta nazionale antiusura di Bari.