Guarire dal gioco d'azzardo è possibile. Il 92% dei giocatori che partecipano alla terapia di gruppo non gioca più. A parlare sono i dati di una recente ricerca realizzata dal Centro di terapia per giocatori d'azzardo e loro famigliari di Campoformido, un gruppo di studio e ricerca attivo da oltre 10 anni e che grazie ai suoi ottimi risultati ora vede esportare il suo modello in altre città italiane. Infatti, il consueto convegno nazionale "Auto aiuto e terapia per i giocatori d'azzardo e le loro famiglie", nato a Codroipo e dove si è svolto per 6 anni, quest'anno approda a Reggio Emilia (sabato 16 dicembre), per poi continuare, nelle prossime edizioni a Pistoia e poi a Salerno. Intanto, a Campoformido continua la proficua attività dell'associazione Agita (Associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie) e del Centro di terapia: domenica prossima, infatti, nel corso del convegno nazionale "La terapia di gruppo nella dipendenza da gioco d'azzardo, prima, durante e dopo un lungo percorso terapeutico" (alle 9, nella sala polifunzionale del municipio di Campoformido) verranno presentati i dati di uno studio svolto su un campione sperimentale di 63 giocatori patologici, posto a confronto con un gruppo di controllo di 52 soggetti rappresentativi della popolazione nel suo complesso. Ma oltre ai dati forniti dalla ricerca, fa sapere Rolando De Luca, psicoterapeuta e responsabile del Centro di terapia di Campoformido, intervenuto, ieri, alla conferenza stampa svolta nel municipio del paese per la presentazione del convegno di domenica, "il messaggio di questo incontro sarà incentrato sulle opportunità dell'intervento terapeutico per i giocatori d'azzardo e per le loro famiglie. Guarire è possibile - spiega De Luca - e l'ottimo lavoro fatto in questi dieci anni lo dimostra". I numeri parlano chiaro: finora, il 92% dei giocatori partecipanti ai gruppi di terapia, ha lasciato definitivamente il gioco d'azzardo, mentre il rimanente 8%, pur continuando a frequentare la terapia, continua a giocare, anche se in misura assolutamente inferiore. Negli ultimi anni, uno dei segnali più incoraggianti è dato anche dalla percentuale di persone che abbandonano la terapia: il 5%, a fronte del 60% circa di 6 anni fa. Il Centro di terapia, attivo dal '96, coinvolge oltre 150 persone tra ex giocatori e famigliari. Ed è propria la famiglia a svolgere un ruolo fondamentale per il recupero: il 70 % dei giocatori partecipa alle terapie insieme ai famigliari, l'8% da soli e il 22% dei partecipanti è costituito dai soli famigliari che partecipano senza il giocatore. Per quanto riguarda la nostra regione, il gioco
d'azzardo di gran lunga più in voga è il casinò con il 55% dei giocatori, a seguire le new slot (gli ex video poker) con il 18%, le corse dei cavalli (12%), il lotto (11%) e in ultimo il bingo e la borsa (2%).