Un'autentica malattia sociale. Una dipendenza che distrugge tutto: affetti,lavoro,speranze. Il cancro del gioco d'azzardo continua a mostrare a veneti e friulani il suo volto esiziale, trascinando nel baratro patologico il 3 per cento della popolazione adulta,con una prevalenza nella fascia d'età tra i 40 e i 60 anni. E si "azzarda" con percentuali molto più elevate,quando la dipendenza non ha assunto ancora la forma di una patologia vera e propria. Una cura possibile,una porta aperta sulla vita da riconquistare,è data dal Centro di terapia di Campoformido (Udine),guidato dallo psicologo psicoterapeuta Rolando De Luca,in cui 150 persone,divise in nove gruppi di terapia,cercano di uscire dall'incubo dell'azzardo (www.sosazzardo.it). Guarire si deve,e soprattutto si può,visto che trenta famiglie,dopo la terapia,sono riuscite a riappropriarsi della dimensione della vita,come hanno testimoniato durante il convegno nazionale promosso a Campoformido dal Centro di cura (attivo da oltre 10 anni), dalle Caritas diocesane del Friuli Venezia Giulia,dalla Consulta nazionale antiusura di Bari e dall'Agita,associazione ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie.
La malattia sociale sta inquinando fette sempre più grandi di popolazione,anche in Veneto da cui sono arrivate persone alla ricerca di un aiuto per dire basta all'alienazione e ai debiti. L'80 per cento dei 'pazienti' proviene da Udine,Trieste,Pordenone e Gorizia,la restante quota dalle regioni confinanti con elevato potenziale di rischio. Entrare in terapia può essere la via d'uscita dall'inferno: il 92 per cento di chi ha seguito l'iter non gioca più d'azzardo. Gli abbandoni della terapia,a cui sono esposte soprattutto le donne,sono scesi al 5 per cento.
L'appello è stato unanime: ridurre l'offerta,eliminando la pubblicità di lotto e superenalotto che stanno falcidiando,economicamente parlando,sempre più vittime da Veneto e Friuli. Non a caso,nel documento finale che ha visto concordi Gianni Savron,medico psicoterapeuta del Centro disturbi affettivi Ravanello,a Ponte di Brenta,Padova,e Maurizio Fiasco,sociologo della Consulta nazionale antiusura,si interpella direttamente il governo,dal momento che i comportamenti legati all'azzardo stanno contaminando anche fasce d'età tradizionalmente non esposte,anche over 30.(?) Azione d'urto: creare un numero verde a livello nazionale,24 ore su 24,gestito da professionisti capaci di dare assistenza telefonica. In Italia manca il modello,adottato con successo in altri paesi europei,del 'gioco responsabile', che potrebbe essere un valido aiuto per prevenire le patologie. In questo senso,nel protocollo finale si è avanzata la proposta di avviare iniziative di aggiornamento per gli operatori delle agenzie di gioco -casinò,tabaccherie,ricevitorie,bar,sale giochi -, in modo che possano intervenire in prima istanza nel contenimento delle forme autodistruttive di gioco.
Ma qual è l'identikit del giocatore-tipo fra Veneto e Friuli? Soprattutto licenza media,maschio fra i quaranta e i cinquanta,sposato,lavoratore dipendente,fumatore - lo è il 70 per cento - e,spesso,abusatore di alcool,deriva che accomuna addirittura il 15 per cento dei giocatori. Fra le mode da gioco,al primo posto il casinò,con il 55 per cento dei 'viziati'; poi le new slot,ex videopoker,con il 18 per cento,seguite dalle corse ai cavalli,12 per cento; lotto 11 per cento; puntate in borsa,2 per cento,e bingo,altro 2 per cento. Il 46 per cento ha una licenza media,il 39 per cento è in possesso del diploma superiore,mentre l'8 per cento della licenza elementare e il 7 per cento della laurea. Nel range 40-50 anni troviamo il 42 per cento degli 'azzardisti',fra i 50 e i 60 anni il 30 per cento,mentre un 8 per cento di under 30 e una quota uguale di over 60. Sebbene più dell'80 per cento dei giocatori in terapia sia di sesso maschile, si sta osservando un innalzamento della fetta di donne invischiate nella grande trappola,soprattutto nella fascia fra i 50 e i 60 anni. Per quanto riguarda la professione dei patologici,il 50 per cento risulta un lavoratore dipendente,il 36 per cento un lavoratore autonomo e il 15 per cento è pensionato. Dalla prima ricerca in Italia condotta dal Centro di Campoformido, è emerso che il sintomo scompare in chi si sottopone a trattamento,con una progressiva riduzione nei livelli di depressione,ansia e impulsività. Unica strada per cambiare vita e chiudere con gli usurai.