Cortina d’Ampezzo.

La proposta di aprire a Cortina una delle cinque sale da gioco satelliti del casinò di Venezia trova accomunati il sindaco Giacomo Giacobbi e il parroco don Davide Fiocco nel respingere con decisione la ventilata ipotesi.

“Un casinò non è assolutamente presente nelle nostre strategie – afferma con sicurezza il sindaco di Cortina – non è in linea con la nostra cultura, non è nelle nostre intenzioni. Finora però non siamo stati contattati, né considerati, né coinvolti. Non c’è stato alcun approccio,in tal senso,con la nostra amministrazione. Da quanto mi risulta, nessun contatto c’è stato neppure con altre componenti della comunità”.

Cosa risponde a chi lo ritiene una forma di attrazione o di intrattenimento per l’ospite, per evitare che vada altrove, in località che offrono la disponibilità di case da gioco?

“Il casinò è una struttura che può forse avere degli aspetti positivi,ma di certo ne ha altri di preoccupanti. Cortina ha esigenze diverse, in quanto a promozione della propria attività turistica,che sono prioritarie rispetto a una casa da gioco, come il campo da golf”.

Per il parroco la contrarietà è data da motivi etici e morali.

“Il gioco d’azzardo è considerato dalla chiesa una forma di idolatria per il denaro, su di esso pesa il sospetto che c’è verso ogni forma di avidità, per cui il soldo diventa un idolo, nella smania per cui si vuole avere di più”.

“Gesù ci ammonisce – prosegue il parroco – dicendo che non possiamo servire Dio e Mammona, lo afferma esplicitamente il Vangelo di Matteo, e il catechismo della chiesa cattolica recita espressamente: “Il desiderio smodato di denaro non manca di produrre i suoi effetti perversi”. Il gioco d’azzardo fomenta questo desiderio e perciò è da noi ritenuto diseducativo. E mi chiedo se qualcuno non farà del male a sé o alla sua famiglia,avendo così prossima la disponibilità di quelle macchinette mangia-stipendi”.