Nel giro di un anno e mezzo la nuova gestione targata Mauro Pizzigati – Carlo Pagan ha saputo rilanciare immagine e conti del casinò, che nel 2006 ha trasferito al comune 106 milioni,uno in più rispetto al preventivo. Un segno di salute che emerge dal bilancio 2006 presentato ieri, Impossibile,però,sedersi sugli allori,perché all’orizzonte c’è la minaccia di una sorta di Las Vegas europea,solo a un centinaio di chilometri (140 circa) da Venezia. E’ stato concluso infatti l’accordo che porterà Hit Casinos e Harrah’s Entertainment a realizzare una mega struttura con 1.500 camere d’albergo,3mila slot e 500 tavoli a Nova Gorica, sconvolgendo il mercato.
“Questo gigante - ha detto Pizzigati – attrae gli stessi clienti di Ca’ Noghera e pertanto bisogna correre subito ai ripari. E’ evidente che un semplice ampliamento di Ca’ Noghera non è più sufficiente. Occorre pensare molto più in grande,ma a volte la burocrazia ci ostacola”. Per la sede veneziana,invece,il fatto di trovarsi in un palazzo rinascimentale rappresenta un plus in grado di attirare clientela facoltosa ed esclusiva. “A Venezia- conclude – tutti hanno potuto aprire un albergo,ma noi non ci siamo riusciti a palazzo Marcello,edificio adiacente al casinò,che sarebbe stato l’ideale per ospitare i clienti migliori. Continueremo a lottare anche su questo fronte”.
La casa da gioco presenta i conti e chiede la possibilità di allargarsiIl casinò di Venezia è una macchina da soldi quasi perfetta: lo scorso anno ha fornito 106 milioni al Comune,ha aumentato gli incassi del 15 per cento,supportato gran parte degli eventi che si sono svolti in città ed è riuscito a coprire interamente la perdita della gestione 2005 chiudendo il bilancio in positivo. Archiviata, meglio resa quasi inoffensiva, la partita di Malta ora il pericolo arriva da est. A poco più di un centinaio di chilometri da Venezia,aprirà nel giro di tre anni un mega casinò da 1500 stanze,tremila slot,cinquecento tavoli da gioco,negozi e ogni genere di divertimento. Una cittadella dell’azzardo che sorgerà a Nova Gorica grazie ad un accordo stipulato tra la slovena Hit (società proprietaria di molte casa da gioco in Slovenia) e la Harrah’s Entertainment. Un nome che solo a Las Vegas significa oltre che Harra’s anche Caesar’s Palace, Bally’s, Flamingo, Rio, Paris tanto per citarne alcuni. Insomma la concorrenza d’oltreconfine alza il tiro e scombussola lo scenario strategico e di sviluppo che la Casinò di Venezia Spa aveva disegnato per i prossimi tre lustri.
A questo punto non c’è un attimo da perdere, perchè il casino dovrà cambiare ancora una volta pelle come accadde negli anni novanta con il trasloco a Ca’ Noghera e ragionare in grande. Molto in grande.
La casa da gioco veneziana sotto la gestione del presidente Mauro Pizzigati e del direttore generale Carl Pagan va bene, ma non potrà non tener conto di questi segnali che arrivano dall’estero. Ieri,presidente e direttore,hanno presentato il bilancio all’amministrazione comunale e successivamente alla stampa. “Abbiamo fatto bene in quest’anno e mezzo – ha commentato Pizzigati – ma non possiamo permetterci di sederci sugli allori. Ormai l’accordo tra Hit e Harrah’s è fatto e il nostro obiettivo primario è impedire che la Las Vegas che sorgerà a pochi chilometri da qui di soffiarci i clienti delle slot. Il problema è serio,perché il 70 per cento degli incassi proviene da Ca’ Noghera dove ci sono i giochi americani, lo stesso targhet di Nova Gorica. Pensate un po’ voi. E’ evidente comunque che l’ampliamento di Ca’ Noghera non basta più,che bisogna costruire qualcosa di nuovo e più grande. Purchè la burocrazia non ci tagli le gambe. A Venezia, ad esempio, non siamo ancora riusciti ad avere l’autorizzazione per fare un albergo a palazzo Marcello,adiacente a Ca’ Vendramin Calergi,dove poter sistemare i nostri clienti. A Venezia,dove negli ultimi anni tutti sono riusciti ad aprire alberghi. Lo dico senza polemica,ma l’amor di trasparenza e la tutela della società che presiedo mi impone di non tacere”.
Attualmente la partita del nuovo casinò è strettamente collegata al nuovo stadio che da decenni si dice sarà costruito a Tessera. Il guaio è che il piano del comune è attualmente bloccato in Regione perché cozza contro gli interessi di Save. Su questo stesso terreno,la società presieduta da Enrico Marchi con l’appoggio fondamentale di Ca’ Balbi,ha messo gli occhi per le future espansioni dell’aeroporto e,in prospettiva più lunga, per realizzarvi una seconda pista.
“I tempi sono così stretti – conclude Pagan – che non è più possibile attendere lo sblocco di questa situazione. Abbiamo così preso in considerazione altre ipotesi, almeno una dozzina fino ad arrivare a due soluzioni alternative. E’ ormai quasi certo che stadio e nuovo casinò non potranno più essere contigui come previsto in origine. Non c’è un attimo da perdere perché questo cambio improvviso di scenario impone una nuova velocità per rimanere competitivi. Cambia anche per noi la scala di grandezza e quella degli investimenti,che per fortuna grazie alla nuova convenzione con il Comune (approvata ieri,ndr)potranno essere di maggior respiro”.
Investimenti che dovranno essere per forza consistenti. Quelli della nuova Las Vegas slovena si vocifera viaggino sui 750 milioni.
Operazione simpatiaNon bisca,ma mecenate di sport e culturaUn fiume di denaro investito per sponsorizzare gli eventi veneziani,ma anche attività sportive (calcio,calcetto,rugby,maratone e altro ancora),concerti. E poi,finanziamenti al Sert per la cura del gioco patologico e convegni specifici sull’argomento. Non c’è che dire: il casinò ha compiuto in questi anni una difficile “operazione simpatia” con la quale ha cercato,pare riuscendoci,di cambiare la sua immagine. Non più “bisca” gestita per conto del comune,ma importante finanziatore della comunità veneziana. Tutta questa attività non rientra poi nel 106 milioni previsti dalla convenzione con il comune,che sono più che mai essenziali all’attività e al bilancio di Ca’ Farsetti.
LidoL’apertura sarà nel 2008,intanto c’è la coda al primo punto giochi privatoBisognerà attendere il 2008 per assistere alla riapertura stabile del casinò al Lido. La situazione,infatti,non è stata ancora ben definita soprattutto non c’è ancora chiarezza sul tipo di attività né sul luogo in cui sarà aperta.
“Abbiamo perso parecchio tempo – ha spiegato il direttore generale Carlo Pagan – per individuare la location ideale.Blue Mon, Nicelli o altro? Lo decideremo presto, a fine estate”.
La formula di apertura potrebbe essere quella dei 60 giorni estivi come casinò e per il resto dell’anno come “mini casinò” in franchising,essendo una delle cinque licenze ricevute da Ca’ Vendramin Calergi focalizzata proprio su Venezia. Per i vertici comunque ne va verificata appieno la fattibilità.
“A settembre – conclude Pagan – illustreremo il progetto per l’apertura nel 2008”
Intanto,all’apertura,il cosiddetto “casinò privato” di via Lepanto fa già il pienone. Almeno 600 persone hanno partecipato,domenica sera,all’inaugurazione ufficiale di “Golden Glob”,il primo punto giochi privato nato nell’isola. L’inaugurazione avrebbe dovuto risolversi in un paio d’ore,con inizio alle 18 e un rinfresco preparato dal ristorante “La Sfera”. Ma già un’ora prima dell’inaugurazione,dalle 17,la gente ha cominciato ad arrivare per entrare a giocare e tentare così la fortuna. Tanto che non è stato poi nemmeno possibile procedere al simbolico taglio del nastro. La partecipazione di centinaia di giocatori,appassionati e semplici curiosi,è proseguita ininterrottamente fino a mezzanotte. Insomma, è stato davvero un grande successo oltre ogni attesa e anche ieri,nel primo giorno ufficiale di lavoro,i clienti si sono presentati fin dal mattino. Il locale,progettato dall’architetto Davide Morace (fratello della calciatrice Carolina) sorge,infatti,in un punto strategico dell’isola,a pochi passi dai vaporetti, e rimarrà aperto tutti i giorni,dalle 9 del mattino fino a mezzanotte. A disposizione dei clienti ci sono venticinque slot machines, tutte di “ultima generazione”,autorizzate dai Monopoli di Stato. Alla fine di agosto saranno disponibili,per gli appassionati del gioco,anche tutte le scommesse on line:si potrà puntare su tutti gli eventi sportivi,dal calcio alle corse dei cavalli. A gestire la sala giochi è la società “Punto Match”, società esperta del settore in campo nazionale. Il logo di “Golden Glob”, è stato ideato e disegnato da Lele Vianello,allievo di Hugo Pratt,e raffigura la Punta della Dogana,simbolo della fortuna,ai tempi della glorioso Serenissima.