Sessantamila euro di utile netto potrebbero sembrare poca cosa per una società che fattura 214 milioni. In realtà,la differenza tra il valore della produzione e i relativi costi è ben più alta,comprendendo quei 106 milioni “girati” per convenzione all’amministrazione comunale.
Dei risultati contabili il presidente Mauro Pizzigati può andare fiero,poiché è stata ribaltata la situazione del 2005,quando il bilancio fu chiuso con 12 milioni e mezzo di perdita a fronte di un fatturato di 186.Nel 2006 non solo gli incassi sono aumentati nettamente (28 milioni) ma la situazione più sana ha consentito addirittura di trasferire al comune un milione in più rispetto ai 105 in preventivo. Gli ingressi sono aumentati del 5 per cento (da un milione a un milione e 500mila) così come i clienti (+9 per cento),ma la sorpresa vera è l’exploit dei clienti stranieri,passati da 43.874 a 55.422,con un balzo del 26%
“Sugli stranieri – ha detto Pizzigati – stiamo puntando molto con azioni di marketing dirette,accordi con agenzie di viaggio e operatori turistici. E’ un’area che prima era poco esplorata e che ci darà buone soddisfazioni”.
Il casinò veneziano è dunque in piena corsa,ma gli altri?
“Sono rimasti al palo – continua Pizzigati –noi siamo cresciuti del 15 per cento,Campione è diminuito del due per cento, Saint Vincent del 6, mentre Sanremo è cresciuto del 4,mantenendo – unico – inalterata la sua quota. Agli altri Venezia ha rosicchiato qualcosa passando dal 35 al 39 per cento
Quali sono stati gli ingredienti di questo recupero? Non dimentichiamo che solo due anni fa le prospettive sembravano ben differenti.
“Abbiamo introdotto il controllo di gestione,incredibile che non ci fosse prima,e ora siamo in grado di conoscere molte cose,ad esempio da dove arrivano gli incassi e i costi necessari a generarli”.
La sede di Venezia ha portato ad un aumento di circa 7,5 milioni,ma ad un costo elevato(6 milioni) in buona parte dovuto alle provvigioni dei “porteurs”,coloro che portano a Venezia i clienti migliori e all’ospitalità e ai viaggi pagati a questi ultimi.
“Sarà da rivedere questa politica,cercando di puntare sui clienti importanti stranieri,ma la sede di Cà Vendramin è irrinunciabile per il suo prestigio. A Cà Noghera invece,i 20,5 milioni sono stati generati spendendone 4 in promozione. Tra le cose che mi piace ricordare per il 2006 è il ricambio delle slot,sostituite al 70 per cento,l’introduzione della play card che semplifica e velocizza il gioco poichè rende superfluo il cambio,il posizionamento della vincita al 97 per cento.Questo è molto importante,perché le nostre macchine restituiscono (vincite e jackpot) il 97 per cento di ciò che “mangiano”,nei bar,quando non c’è la truffa,le macchinette rendono il 75 per cento. Le slot torneranno anche al piano terra di Cà Vendramin,mentre ai piani superiori ci saranno i tavoli privè”
Gli sviluppi per il 2007 riguardano il gioco on line,che promette margini elevatissimi ma che in Italia non è ancora consentito e i cosiddetti mini-casinò,che saranno aperti su licenza a Cortina,Bologna,Padova,Viadana e Lido di Venezia. L’autorizzazione ministeriale per le slot è stata triplicata fino a 1.500 (ora sono circa 600). Il casinò è anche in prima linea per l’Agenzia degli eventi,che dovrà organizzare dal Carnevale alla Storica dal Redentore alla Sensa,sgravando il comune dall’organizzazione.
“Sarà un passaggio importante – conclude il presidente –che tra l’altro sgraverà il casinò da una quota di sponsorizzazioni finora sostenute in solitario”.