La Vita Cattolica
21 luglio 2007
Finite le scuole, una trentina di ragazzi dell'istituto d'arte Sello a Platischis per una esperienza formativa.
A lezione di solidarieta'
Vita comunitaria, lavoro manuale per gli altri, l'incontro con la gente e testimonianze: questi gli ingredienti dell'iniziativa promossa da un docente insieme alla Caritas.
di Gianpietro Carniato
Sui sentieri dell’orso per scoprire un mondo sconosciuto, assaporare il fascino di lunghi silenzi, riflettere sulle problematiche del mondo giovanile, impegnarsi in piccole attività manuali come concreto aiuto alla gente del territorio.
A Platischis, graziosa frazione del comune di Taipana, trenta giovani hanno partecipato al campo di volontariato “Ragazzi in crescita”, organizzato dall’istituto d’arte Sello e dalla Caritas di Udine, un’accoppiata che dura da sette anni per un progetto che si fregia del riconoscimento del ministero dell’Educazione, sia per i contenuti didattici che per l’organizzazione logistica. Divisi in due turni, ragazze e ragazzi, di età compresa tra i 15 e i 20 anni,hanno risposto all’appello lanciato nel mondo della scuola e nelle parrocchie per una pausa di riflessione, ma anche come occasione di avvicinamento al mondo del volontariato.
L’iniziativa registra la paternità di Daniele Lovo, insegnante di religione al Sello, e la pronta aggregazione della Caritas. Le prime quattro edizioni di “Ragazzi in crescita” si svolsero a Montefosca, mentre dal 2005 la sede logistica è stata spostata a Platischis, dove la cooperativa “Le valli dell’orso” gestisce un centro vacanze ricavato nella ex latteria del paese, struttura efficiente che si presta per soggiorni prolungati.
Per la Caritas, il campus è stato diretto da Letizia Banchig (responsabile del settore educazione alla pace e alla mondialità), che si è avvalsa della collaborazione di Manuela Celotti, Fabrizio Righi, Paolo Zenarolla e Olivia Zaina.
“Si è trattato – spiega Banchig – di una esperienza di vita che i giovani hanno fatto in una realtà periferica a loro sconosciuta, a contatto con una cultura montanara, con problematiche totalmente diverse dal loro mondo abituale. Il tutto è stato facilitato dall’efficienza della struttura dove siamo stati alloggiati, ma anche e soprattutto dall’affettuosa accoglienza della gente del paese”.
Il persistente maltempo ha limitato le attività manuali in programma, non impedendo, tuttavia, a ragazze e ragazzi di ritagliarsi dei momenti per lavori di pulizia delle strade, imbiancatura di alcune abitazioni, sfalci d’erba, tinteggiatura di parti in legno della canonica e della scala esterna del centro vacanze. Tutti i lavori sono stati resi possibili anche grazie al comune di Taipana che ha “patrocinato” l’iniziativa fornendo tutto il materiale necessario all’esecuzione dei lavori per la comunità.
Nella quiete della sera, i giovani sono stati invitati i riflettere su alcune problematiche di grande interesse, grazie anche alle testimonianze di don Michele Zanon, che ha riferito di esperienze con ragazzi disabili, della psicologa Maria Luisa Pontelli, in riferimento ad alcuni aspetti del disagio giovanile, di Rolando De Luca, che ha affrontato i gravi risvolti del gioco d’azzardo, di Fausta Gerin, per le problematiche della marginalità grave, di don Luigi Gloazzo, con il tema della responsabilità e della non violenza e di Liliana Cecconi e le ragazze del servizio civile che hanno discusso sull’impegno di un anno dedicato agli altri.
E, dopo tanta carne al fuoco, un tuffo nel magico habitat dell’orso. I due turni del campus si sono conclusi, la domenica, con una cavalcata della fantasia lungo i sentieri dell’orso, un percorso guidato da due laureandi, discepoli del docente universitario Stefano Filacorda, che da un paio d’anni, a Platischis e dintorni, sta completando approfondite ricerche del plantigrado che un tempo era di casa e che, pian piano, si sta riaffacciando nell’area del Gran Monte, da Montemaggiore a Ponte Vittorio.