Corriere della Sera
28 agosto 2007
"Io non gioco piu': "lo slogan oggi in prima pagina sulla Padania. La lega boicottera' concorsi a premi e "gratta e vinci".
Fisco, Bossi inaugura la protesta. Via allo "Sciopero" delle Lotterie
Tremonti: una mia idea? Soffro di amnesia. Ma Forza Italia valutera' se aderire.
di Elsa Muschella
Né moschetti né carabine. L’artiglieria pesante del Carroccio è un carico di gratta & vinci. Rientrato a Milano dalle cime bergamasche di passo San Marco, Umberto Bossi sorvola il polverone che si è levato dopo la sua chiamata alle armi (“I lombardi non hanno mai tirato fuori i fucili, ma per farlo c’è sempre una prima volta”) e invita il popolo in camicia verde e non a boicottare le lotterie. Lo aveva già fatto nel 1997, inaugurando “il gioco padano della disobbedienza” e individuando gli stessi “strumenti di lotta pacifici che portano danni allo Stato senza alcun rischio per i patrioti: niente più lotto, gratta & vinci, totocalcio e lotterie”.
Il Senatur se la prende con il governo, con quella Roma ladrona che dissangua le casse del nord: “Fanno tutti finta di non sapere e di non capire. Visto che fanno tanto i sottili, strumentalmente sulle mie parole, che vengano loro a spiegare alla gente perché ci sono tante tasse. Vengano loro a calmare la rabbia che monta tra i cittadini”. E così, archiviato il suo affondo militare come “paradosso per far risaltare l’intolleranza della gente alle tasse ingiuste”, il primo passo dell’annunciata rivolta fiscale – affidato alla prima pagina della Padania che oggi titola “Io non gioco più” – avrà come bersaglio la dea bendata e quella sua inseparabile cornucopia. L’idea di convincere gli italiani a disintossicarsi dal “vizio” della schedina sarebbe venuta in mente a Giulio Tremonti durante il vertice Lega-Forza Italia-An della scorsa settimana a Calalzo di Cadore. L’ex ministro dell’Economia, però, preferisce ironizzare piuttosto che attribuirsi scomode paternità: “soffro di amnesia…”. L’onorevole di An Gianni Alemanno, anche lui presente al summit in baita, boccia la proposta: “come primo step mi sembra un po’ innocuo, molto poco illegale e un po’ ridicolo”.
Le altre tappe della protesta fiscale – una decina di punti limati ieri pomeriggio nella sede di via Bellerio – verranno rivelate il 16 settembre al raduno della Lega che si terrà a Venezia: “Siamo tornati all’attacco – spiega l’ex Guardasigilli Roberto Castelli -. E presto renderemo note le nostre iniziative, che hanno un’unica stella polare: non far correre rischi al cittadino”. Criptico anche il senatore Roberto Calderoni: “I lombardo-veneti e i popoli padani sono stati fin troppo pazienti, ora è venuto il momento di parlare. A Venezia daremo le nostre “istruzioni per l’uso””. “Nel pieno rispetto delle regole e della Costituzione – aggiunge l’onorevole Roberto Maroni -. Fermeremo l’insofferenza dei popoli del nord e delle partite Iva”. Il punto, però, è un altro. Silvio Berlusconi, decisamente più disteso dopo il chiarimento del Senatùr sui fucili, potrebbe anche decidere di appoggiare l’iniziativa della Lega: da Forza Italia infatti, spiegano che “lo sciopero della lotteria è una forma legale, democratica, persino giocosa, di protesta contro quello che molti considerano un passatempo discutibile e, in più, avrebbe l’effetto immediato di concretizzare il malcontento dei cittadini verso questo governo delle tasse”.
Il muro di no, invece, si materializza dalla sinistra al centro: “Libero sciopero in libero Stato” è la battuta del Ministro del Prc Paolo Ferrero; per il verde Paolo Cento “La Lega oscilla dal massimalismo dei fucili alla proposta di non giocare al lotto: nel partito regna una grande confusione”; “Ora Bossi ripone il fucile e fa affidamento sulla smorfia”, bacchetta Maurizio Ronconi dell’Udc.