Giocatori. Ma anche molte giocatrici. Anzi, le donne sono in aumento. L’età è la stessa: dai 25 in su con una predominanza dei 40-50enni; forse anche la condizione socio-economica. Sicuramente i primi sono i più disinvolti; le donne sono un po’ più riservate,quasi intimidite. La vera diversità tra i due sessi è che il maschio è in genere un habituè del bar dove gioca mentre le seconde,forse per non far capire di essere giocatrici incallite,frequentano diversi bar per cui la loro frequentazione pare non giornaliera. Ma è un modo per camuffarsi,assicurano i titolari di bar o altri esercizi pubblici che “ospitano” le slot machine.
L’identikit del giocatore così come descritto da baristi o altri negozianti è abbastanza omogeneo. Secondo Andrea Bin, titolare del bar “Le strie”, ci sono quelli che potremmo definire frettolosi,soprattutto pensionati e donne: “Clienti che entrano nel bar,ordinano un caffè o un bicchiere e si giocano il resto alle slot. Il tempo di finire i soldi e poi salutano. Se vincono rigiocano soltanto una parte”.
Poi c’è la fascia intermedia che se la prende con più calma e che “come tantissimi giocatori non soltanto di slot ha già i propri rituali,le manie e i tich e si ferma alle macchinette un po’ più di tempo”. Infine,secondo Bin (che da pochi giorni,dopo l’ennesimo furto proprio delle slot machine ha deciso di non tenere più “macchinette”) ci sono i cosiddetti incalliti,i giocatori con la g maiuscola,quelli capaci di spendere 100,150 o anche più di 200 euro alla volta.
“In genere – aggiunge – sono affezionati alla slot,più che al bar dove difficilmente interloquiscono con il proprietario o con altri colleghi. Arrivano,ordinano qualche cosa e poi via,si gioca….”. Il cliente più abitudinario che Bin ricorda è un ottantenne: veniva al bar due volte al giorno,tra le 11.30 e le 12 e dopo le 16. Si fermava il tempo di consumare caffè o succo e di farsi qualche partita. Non parlava con nessuno e credo che abbia cominciato a giocare da poco. Evidentemente era affezionato a una delle mie slot”.
Sulle presunte motivazioni Susanna Pagani, titolare del bar Cantoni ha idee molto chiare: “Gioca chi ha bisogno di soldi,chi sogna un guadagno facile e veloce,i 100 o 200 euro che ti cambiano la giornata. Credo,invece,che le persone ricche o molto ricche se vogliono giocare non usino certo le slot machine di un bar”.
La Pagani sottolinea anche che inizialmente le donne avevano una sorta di timore, “quasi si vergognavano, mentre adesso sono più disinvolte anche se,forse per non dare adito a chiacchiere,tendono a cambiare bar,inventandosi una sorta di tourn over per dare meno nell’occhio”. La categoria che invece pare assolutamente disinteressata alle slot sono i giovani poco più che ventenni. “Difficile vederli giocare – conferma – anche perché sono sempre di fretta e hanno altri orari”.
Infine,la Pagani ritiene che una parte dei giocatori prima o poi diventino dipendenti. “E a quel punto – conclude – spesso possono cominciare i problemi seri”. (d.pe.)