La Vita Cattolica
06 ottobre 2007
Domenica 14 ottobre a Campoformido, dalle ore 9, convegno nazionale dei gruppi contro il gioco.
Insieme contro l'azzardo
In programma anche la presentazione di un libro con le storie dei “dipendenti da gioco” e uno spettacolo teatrale (alle ore 15) su questo tema
di Roberto Pensa
UN’INIZIATIVA dell’Agita (Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie) di Campoformido, delle Caritas diocesane del Friuli-Venezia Giulia e della Consulta nazionale antiusura si danno appuntamento nella Città del Trattato, domenica 14 ottobre (dalle ore 9 presso la sala consiliare), tutte le realtà che in Italia propongono la terapia di gruppo nella dipendenza da gioco d’azzardo. «Un convegno nazionale, il secondo, che si propone di andare oltre la prevenzione, aprendo nuovi scenari ed opportunità d’intervento terapeutico per i giocatori d’azzardo e le loro famiglie – spiega il dott. Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta promotore dei gruppi di terapia di Campoformido –. Durante i lavori verrà approfondito il tema della terapia di gruppo nello specific ambito che ha condotto in questi dieci anni all’istituzione, a Campoformido, di una struttura d’intervento terapeutico che supporta attualmente dieci gruppi, frequentati da oltre un centinaio di famiglie. Si succederanno le valutazioni degli psicoterapeuti e le riflessioni degli ex giocatori d’azzardo e dei loro familiari sul prima, durante e dopo il lungo percorso terapeutico, con la testimonianza, in particolare, di parte delle oltre sessanta persone arrivate alla conclusione della terapia.
La presentazione (nella mattinata) del libro di Rolando De Luca e Susanna Petri dal titolo «Sos azzardo – Familiari e giocatori chiedono aiuto », edito dalla Caritas di Udine e la rappresentazione (alle ore 15), in prima nazionale, dello spettacolo teatrale di Stefano Ledda «Gioco d’azzardo patologico. Rovinarsi è un gioco», consentiranno di riflettere più a fondo sulle pericolose illusioni che, rispetto all’azzardo, coinvolgono l’opinione pubblica, i giocatori e le loro famiglie.
Per la partecipare al pranzo si prega di prenotare entro il 10 ottobre, al telefono 0432/728639 o all’e-mail agita@sosazzardo.it. Il convegno ed il pranzo sono gratuiti per tutti. Proprio per trovare una strategia terapeutica che consentisse ai giocatori d’azzardo e alle loro famiglie di raggiungere, mantenere l’astinenza dal gioco d’azzardo e riscontrare a lungo termine risultati positivi, il dott. De Luca iniziò a Campoformido nel 1995 un lavoro con alcuni giocatori d’azzardo e con le loro famiglie.
L’iniziativa, nel tempo, ha avuto ottimi risultati tanto che nel 1998 si è decisa la costituzione del primo gruppo terapeutico dei giocatori e dei loro familiari e nel 2000 dell’associazione Agita. Il Comune di Campoformido ha patrocinato l’iniziativa mettendo a disposizione una sala per gli incontri dei gruppi terapeutici e un recapito telefonico cui tutti possono rivolgersi se interessati o coinvolti nel problema. I risultati sono eccezionali. La percentuale d’abbandono nel 2006/2007 è scesa al 4%.
Testimonianze. Storie vissute nell’inferno del gioco
E’ una vera e propria «discesa agli inferi», per tante famiglie, l’accorgersi di avere un congiunto che cade nella terribile spirale del gioco d’azzardo patologico. Di queste tragedie offre uno spaccato molto realistico e crudo il volume «Sos azzardo: familiari e giocatori chiedono aiuto» di Rolando De Luca e Susanna Petri, edito dalla Caritas diocesana di Udine, nel quale sono stati raccolti gli appelli e le richieste d’aiuto giunte ai gruppi di terapia di Campoformido. Ve ne offriamo un piccolo saggio.
La suocera schiava del lotto«Mia suocera da quando si è sposata la terza figlia (ne ha un altro a casa) è cambiata – scrive Eleonora, 32 anni –. I primi tempi dopo il matrimonio piangeva sempre, dicendo che la casa era vuota senza la figlia e che voleva cambiare abitazione e avere qualche figlia nello stesso stabile per stare insieme; a tutti i costi voleva trasferirsi, minacciando sempre il marito che non ha mai ceduto alle sue richieste. Ha sempre giocato al lotto di tanto in tanto, ma da circa un anno e mezzo le cose sono peggiorate: contrae molti debiti nelle ricevitorie (che ormai non gli fanno più credito) e ogni volta che arriva il mercoledì o il sabato praticamente si trasforma. La troviamo sempre seduta che scrive numeri su numeri, ci chiede sempre cosa sognamo. Non è per niente interessata alla casa e non dà importanza a niente che non siano numeri. Alle nostre migliaia di rimproveri risponde affermando che gioca perché deve comprarsi una casa e andare via da dove sta, perché ci vive male e finirà di giocare, quando vincerà. Nel frattempo si sta giocando un mare di soldi».
Mio fratello ruba tutto in casa«Avevo il sospetto che mio fratello giocasse, perché ha sempre chiesto prestiti a tutti, familiari e non – scrive Stefania, 39 anni –.Ora ne ho avuto la conferma, perché è stato visto almeno tre o quattro volte da un amico in un bar a giocare alle macchinette. È sposato (ma la moglie non ne vuole più sapere, perché giustamente si è stufata di bugie, inganni e soldi che spariscono dalla borsetta), ha due figli piccolo e per di più lui è un carabiniere. Io ne ho parlato con mio padre e le mie sorelle; nostra madre non sa niente, neanche della separazione (anzi, è convinta che ultimamente vada molto d’accordo con la moglie, perché comunque continuano a vedersi per andare insieme dagli amici o dai miei come se nulla fosse) e lui non glielo vuole dire per convenienza, penso io, così si fa dare soldi dalla mamma con la scusa dei bambini. Abbiamo paura che la cosa degeneri ancora di più, che rischi anche il posto di lavoro, vogliamo tirarlo fuori. Cosa possiamo fare? A che ci dobbiamo rivolgere? Sono spariti soldi da casa di mio suocero (che è quasi cieco) quando noi eravamo in vacanza e, combinazione, lui era andato a farsi prestare dei soldi con la scusa che non gli funzionava il bancomat (che neanche possiede, perché è sempre in rosso)».
Una mamma e il videopoker«Mia madre, di 64 anni, ha iniziato da qualche mese a giocare al videopoker – racconta Gianluca, 31 anni –. È sempre stata attentissima ai soldi e al risparmio; è vedova da 20 anni e ha tirato su due figli praticamente da sola, per cui potete immaginare la sorpresa quando l’ho vista buttare via 25 euro in tre minuti. Lei mi ha assicurato che sa controllare il limite di spesa, però alcune mie amiche mi hanno ditto di tenerla d’occhio perché gioca abbastanza. Premetto che in famiglia non c’è nessuna turba di tipo psichico (disgrazie, droga ecc..), la famiglia è assolutamente normale e mia madre non ha nessuna preoccupazione che quella di impiegare al meglio il suo tempo.Ho già parlato con lei di questo e più di una volta mi ha detto che non avrebbe giocato più, ma puntualmente ci ricade».