Un confronto tra tutte le esperienze presenti in Italia nel campo dell'auto aiuto e della terapia per i giocatori d'azzardo. E' l'importante traguardo che Agita, l'Associazione degli ex giocatori d'azzardo e delle loro famiglie, si pone con il convegno in programma sabato 16 dicembre, a partire dalle ore 9, presso la sala consiliare del comune di Campoformido. "Siamo presenti dal 1995 sul fronte della lotta a questo tipo di dipendenza - spiega il dott. Rolando De Luca, fondatore dei gruppi di terapia -. Allora esisteva solo una esperienza simile a Bolzano e nulla più. Ora finalmente le cose si stanno muovendo e abbiamo pensato di convocare a Campoformido tutte le realtà attive in Italia con un duplice obiettivo: mettere in contatto gli esperti che affrontano la questione del gioco compulsivo ma anche le persone e le famiglie che soffrono sulla loro pelle questo problema". Il convegno sarà aperto, alla presenza dell'assessore regionale alla sanità, Renzo Tondo, e del sindaco di Campoformido, Pietro Fontanini, dalla relazione di Marco Rizzi, presidente di Agita. Toccherà poi a Bernardo Spazzapan, responsabile del Sert di Gorizia, offrire una panoramica del gioco di azzardo in Friuli-V.G. Poi verranno presentate le esperienze di Campoformido, Bolzano, Varese, Trento, Verona, Reggio Emilia. Infine a prendere la parola saranno gli stessi ex giocatori e le loro famiglie, presentando alcune riflessioni sulla loro esperienza.
Il tutto si concluderà significativamente con un pranzo offerto dalle associazioni di Campoformido. "E' molto bella questa accoglienza che consentirà a delle famiglie in difficoltà di incontrarsi e di confrontarsi - sottolinea De Luca -. Un altro segno di quella disponibilità che si è manifestata fin dall'inizio con la concessione da parte del comune dei locali nei quali operano i gruppi e avviene la terapia. Non a caso proprio il sindaco Fontanini è l'autore di una proposta di legge in parlamento per limitare l'uso dei videopoker". Nonostante questo esempio virtuoso, una piena consapevolezza dei rischi che derivano dalla dipendenza dal gioco d'azzardo è ancora lontana. "Il settore - aggiunge De Luca - ha un fatturato legale e illegale stimato in 60 mila miliardi l'anno, e genera utili che vanno ad arricchire persone e istituzioni. Nemmeno una lira viene però spesa per la prevenzione". Anzi, visto che il mercato tira, si creano sempre nuove occasioni di gioco d'azzardo. "Adesso introdurrano anche in Friuli le sale da gioco del Bingo - esemplifica lo psicologo e psicoterapeuta -. Dicono che non farà male, perché le cartelle costeranno solo 3 mila lire e il meccanismo favorisce la socializzazione. Non ci si può nascondere però che l'obiettivo è quello di raggiungere una fascia di giocatori medio-bassa, come le casalinghe e i pensionati, e che il gioco è molto veloce. Quando un pensionato comincerà a perdere 500 mila lire al mese o più, che succederà?". E se il ministro Del Turco è ben determinato a sbarrare la strada all'emendamento alla Finanziaria con cui si vuole aprire 18 casinò in Italia, De Luca ricorda che esistono già nel nostro paese 4 case da gioco: "Se è vero che l'istituzione e l'esercizio di case da gioco in Italia non sono disciplinati da una normativa di carattere generale e che l'apertura è stata consentita in deroga ai divieti posti dal codice penale, allora andrebbero chiusi anche i quattro casinò esistenti in Italia".