Sono coniugati (48% dei casi) o conviventi (15%); diplomati (49%) o con la terza media (36%), provengono per l’80% dal Friuli Venezia Giulia. Si sono rovinati la vita per colpa di un paio di dadi o della leva di una slot machine. I casino’, reali o virtuali, hanno ridotto loro e le loro famiglie a non possedere piu’ niente se non debiti. Sono questi alcuni tratti caratteristici dei giocatori in cura al Centro di terapia di Campoformido (UD), guidato dal dottor Rolando De Luca. Una realta’ che continua a lavorare, mentre si levano previsioni di nuove costruende case da gioco appena fuori dal confine italiano.

Convegno domenica 14. Domenica 14 ottobre, a partire dale ore 9, si tiene nella sala consiliare del commune di Campoformido (UD) il @ convegno nazionale dedicato a: “La terapia di gruppo nella dipendenza del gioco d’azzardo, prima, durante e dopo un lungo percorso trapeutico”. Vi prendono parte: il dottor Rolando De Luca psicologo e psicoterapeuta responsabile del Centro, Adriano Valvasori president di Agita (Associazione degli ex giocatori d’azzardo e loro famiglie) e numerosi esperti del settore che esporranno le loro esperienze. Sara’ anche presentato il libro: “SOS Azzardo. Familiari e giocatori chiedono aiuto” di Rolando De Luca e Susanna Petri, edito dalla Caritas diocesana di Udine.

Quali giochi. Il 31% dei giocatori in cura press oil centro friulano frequentava il casino’; il 19% giocava alle new slots (ex video-poker), il 16% al lotto, il 13% al superenalotto. Un 6% puntava sulle corse di cavalla, altrettanti si davano al gratta & vinci; il 3% giocava al totocalcio; il 2% investiva in borsa e l’1% giocava al Bingo. Solo il 3% restante si dava a totogol e bische.
”E’ molto frequente – spiega il dottor De Luca – che chi gioca d’azzardo si dedichi a piu’ di una tipologia di gioco. Secondo I nostril dati: il 49% dei giocatori si dedica a un solo tipo di gioco, il 34% pratica da 2 a 3 giochi e il 13% da 4 a 5; solo il 4% ammette di giocare a piu’ di cinque tipi di gioco”.

Eta’. Il 10% dei giocatori ha meno di trent’anni, il 29% e’ tra I 30 e I 40, il 26% ha tra I 50 e I 60. Solo l8% supera I 60. Tra I familiari che accompagnano in terapia I giocatori, solo il 40% supera I 50 anni. “L’eta’ piuttosto elevate – puntualizza De Luca – fa pensare che I giocatori e le famiglie arrivino al Centro con esperienze d’azzardo protratte nel tempo”.

Donne in aumento. L’86% dei giocatori in terapia e’ costituito da maschi e il 14% da femmine. Se e’ vero che la percentuale di donne giocatrici, second le statistiche nazionali, e’ del 25% (il 75% sono maschi), e’ altrettanto vero che, negli ultimo tre anni, al Centro di Campoformido sono in aumento le richiesti di aiuto da parte delle donne. Di solito la loro eta’ e’ sui 50 anni. La terapia viene affrontata in solitudine, senza il support dei famigliari, in condizioni anche estremamente critiche.

Professione. Il 48% dei giocatori e’ lavoratore dipendente, il 35% autonomo, il 7% da pensionati. Non ci sono disoccupati. Anche perche’ ogni famiglia friulana, second uno studio del 2005, “investe” in media piu’ di 900 euro l’anno in giochi. Cifra che, alla luce dei dati nazionali (vedi tabella) si puo’ ben stimare in crescita.

Terapia. L’89% dei giocatori partecipa ai gruppi di terapia con I familiari (il 66% e’ accompagnato dal coniuge o convivente, il 17% da fratelli o sorelle, il 9% dai genitori, il 5% dai figli, il 3% da amici); l’11% e’ costituito da giocatori che vengono in terapia da soli; il 33% da familiari che vi partecipano senza il giocatore (per il 41% si tratta di mogli o conviventi). Questo significa che le famiglie sentono altrettanto forte, se non in misura maggiore rispetto ai giocatori, la necessita’ di partecipare ai gruppi.

Non una sola dipendenza. Viene confermato che molti giocatori d’azzardo sono forti fumatori (70%); ricorrono all’abuso di alcool (almeno tre volte alla settimana per il 15%). O di sostanze psicotrope (3%). Sorprendente e’ che, nel corso della terapia di gruppo, le persone in cura tendano ad abbandonare anche la dipendenza da tobacco: nel 30% dei casi in modo definitive.

Risultati terapeutici. Il 90% dei giocatori che partecipano alla terapia non gioca piu’ d’azzardo. L’altro 10%, pur continuando a frequentare il gruppo, continua a giocare ma in misura dig ran lunga inferior. La natural conclusion della terapia riguarda 64 persone, tra ex giocatori e familiari (rispettivamente, nel numero di 24 e 40). Eccezion fatta per una persona, I rimanenti non hanno piu’ fatto ricorso al gioco.

 

2005   28,7 miliardi di euro
     
2006   3,4 miliardi di euro (+16%)
    Cosi' distribuiti:
   
1. New slot 14 mld (+30%)
2. Lotto 6,6 mld (-9%)
3. Gratta & Vinci 3,7 mld (+150%)
4. Superenalotto 2 mld (+2,6%)
5. Scommesse sportive-cavalli 2,25 mld (+53,27%)
6. Bingo 1,8 mld (+15%)
7. Totocalcio, Totogol, Il 9 275 milioni (-12%)
     
2007   +23,6% (gennaio-luglio)
     
     
    Dal sito www.sosazzardo.it (2005-2006) e da quello del Ministero delle Finanze (2007)