No al progetto nuovo mega casino’ di Nova Gorica.
La decisa presa di posizione viene dai direttori delle Caritas delle Quattro diocese del Friuli Venezia Giulia: Concordia-Pordenone, Gorizia, Trieste e Udine.
Il progetto che ha messo in allarme le Caritas diocesane e’ quello della Hit, la societa’ statale slovena leader nel mercato del gioco, di creare nella cittadina slovena sul confine con il Friuli una nuova casa da gioco di dimensioni straordinarie: tremila slot machine, 120 tavoli da gioco, alberghi di lusso per un totale di 1500 camera, ristoranti, un centro termale. Un investimento da 750 milioni di euro per una struttura da 4,5 milioni di ingressi all’anno. Tutta cio’ entro il 2012. Insomma, una specie di Las Vegas d’Europa.
A sostenere finanziariamente il progetto oltre alla Hit c’e’ l’americana Harrahs’, che in Usa possiede gia’ 40 case da gico, e che vorrebbe ora sbarcare in Europa. E Nova Gorica, per la posizione baricentrica, potrebbe essere la meta anche per I miliardari non solo europei, ma anche arabi, che, grazie al vicino aeroporto di Ronchi, potrebbero facilmente raggiungere la nuova casa da gioco.
Il Friuli-Venezia Giulia si troverebbe cosi’ accerchiato dai casino’: gia’ in Slovenia sono infatti attivi circa 10 casino’, per un totale di 1,3 milioni di ingressi all’anno, client soprattutto italiani. E due Casino’ sono gia’ aperti a Nova Gorica: il Perla e il Park.
Ma l’invito all’azzardo per i cittadini del Friuli non viene solo dalla Slovenia. Gia’ in Italia nella vicinissima Venezia, e’ aperto un casino’ che nel 2006 ha registrato 1 milione e 50 mila ingressi, pari a 275 mila client, con un fatturato di 214 milioni di euro 4 60 milini di utile. E poi ci sono le case da gioco austriache.
L’ipotesi, quindi, di questo nuovo faraonico progetto ha messo in allarme le Caritas diocesane del Friuli. “Il progetto per la costruzione e l’apertura di un’ulteriore casa da gioco d’azzardo a Nuova Gorica, vicino al confine con la nostra regione e lo Stato italiano – si legge nel severo document -, progetto di dimensioni esorbitanti, che viene ad aggiungersi a quelli gia’ operanti in territorio sloveno e croato, ha destato nelle Caritas del Friuli-V.G. perplessita’ e preoccupazione. Siamo convinti che lo Stato della Slovenia, che trae profitto attraverso il fisco, sottovaluta l’impatto sociale e cultural della parossistica proliferazione di incentivi al gioco d’azzardo. Ma siamo anche preoccupati perche’ le persone e le famiglie della nostra regione dovranno subire drammatiche conseguenze per questa continua esibizione di illusioni e di sogni di ricchezze elargite dale macchinette e dai tavoli Verdi cosi’ facilmente raggiungibili dalla nostra popolazione”.
I direttori delle Caritas proseguono esprimendo preoccupazione per le conseguenze che simili progetti comportano: “Il giro vorticoso di soldi che apre la strada a pratiche illegali di riciclaggio di denaro sporco, frutto di traffic criminali, alla pratica dell’usura, al dissesto economico di intere famiglie. Ancora piu’ ci preoccupa l’incentivo compulsivo di stili di vita malati che squilibrano I rapport familiari e sociali.
Di qui l’invito anche ai politici del Friuli-Venezia Giulia “ad esprimere le loro posizioni chiare su questo progetto”, invite rivolto a tutti anche a quelli che ciclicamente “cadono nella tentazione di riproporre progetti di costruzione di case da gioco nel nostro territorio”.
I direttori delle Caritas ricordano la propria esperienza come punto di riferimento “dei poveri naufraghi” vittime dell’azzardo e sostengono che “la dipendenza da gioco d’azzardo e’ una malattia”, come testimoniano anche “le numerose famiglie in trattamento che si raccolgono in associazione a Campoformido”.
Ma I direttori delle Caritas bacchettano anche lo Stato italiano che “ha incentivato in modo progressive il gioco d’azzardo diventato, tramite il fisco, una delle cospicue entrate del suo bilancio”.
Di qui l’invito ai politic, ma anche a chi opera nel mondo dell’educazione, della scuola, dei servizi alla famiglia, della sanita’, comunita’ cristiane “afficnhe’ non perdano fiducia” nella loro opera di aiuta alle famiglie che soffrono le conseguenze del gioco d’azzardo.
Una posizone molto forte, dunque, che si aggiunge alle proteste che gia’ si sono levate nel mondo cattolico sloveno. Cio’ anche tramite una petizione rivolta al governo sloveno. Petizione che puo’ essere sottoscritta anche a Gorizia, alla Libreria Cattolica, in piazza Vittoria 25.