5.106Polledri
Dopo il comma 74, aggiungere il seguente:
«74-bis. Nelle sale dove si svolge il gioco del bingo, di cui al decreto ministeriale 31 gennaio 2000, n. 29, e nei locali a queste collegate, non possono, in ogni caso, essere installati gli apparecchi per intrattenimento di cui all’articolo 110 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773».
Conseguentemente ridurre in maniera lineare gli stanziamenti di parte corrente iscritti nella tabella C in misura da conseguire una riduzione di pesa pari a 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008-2010.
POLLEDRI (LNP). L’emendamento 5.106 propone l’abolizione della possibilita` di installare apparecchi da gioco nelle sale Bingo. Si e` tenuto conto al riguardo della pesante incidenza del gioco sui redditi delle classi piu` deboli e delle risultanze di numerose indagini giudiziarie e anche dell’Antimafia che hanno segnalato il rischio di attivita` di riciclaggio attraverso questi apparecchi.
BAIO (Ulivo). Esprime il voto contrario sull’emendamento 5.106, dal momento che la manovra finanziaria non e` lo strumento appropriato per intervenire in materia di gioco d’azzardo. Si dichiara tuttavia contraria all’estensione delle sale da gioco sul territorio nazionale e alla diffusione delle slot machine nelle sale di Bingo, invitando il Governo a trovare fonti di entrata diverse per le casse dello Stato.
POLLEDRI (LNP). Signor Presidente, illustro l’emendamento 5.106 sull’abolizione della possibilita` di installare gli apparecchi da gioco nelle sale Bingo.
Signor Presidente, Cavour diceva che il gioco e` la tassa sui poveri.
Stiamo parlando di un volume di affari in ingresso per lo Stato, solamente per le macchinette, superiore al fatturato della FIAT. Per il 2007 sono previsti circa 2,6 miliardi di euro di ingresso dalle macchinette, che in tutta Italia sono 220.000 (calcoliamo che a Las Vegas sono solamente 60.000).
Il presidente dell’Antimafia Forgione ha affermato: «E` evidente che la circolazione di contanti senza controllo alcuno e la facilita` di riciclare all’interno di queste gestioni i soldi provento delle attivita` criminali rischiano di creare un corto circuito pericoloso che va interrotto». Un’ambiguita` che viene segnalata e rimarcata anche dalle indagini delle procure di Biella (sostituto procuratore Bavaglino), di Torino (sostituto procuratore Furlando), di Potenza, che e` finita anche sull’ordine del giorno (sostituto procuratore Woodcock), di Milano (sostituto procuratore Greco).
Non voglio intervenire sulla commissione Grandi e sui 98 miliardi di euro; questo e` tutto da accertare e da valutare. Sicuramente le responsabilita` ci sono e le zone franche di evasione sono molte. Tuttavia, signor Presidente, credo che la possibilita` di installare – come e` stato deciso nel decreto Bersani – le macchinette da gioco nelle sale Bingo sia una scelta che colpisce profondamente la famiglia e la povera gente. Vi e` una percentuale statistica enorme di persone affette da disturbo da dipendenza nel nostro Paese. Nella Provincia di Varese si calcolano tra le 5.000 e le 7.000 persone affette da gioco dipendenza patologica.
E ` evidente che vi sono le prove provate di connessioni tra il gioco delle macchinette, la mafia e anche connivenze politiche che poi, magari, verificheremo. Concedere oggi la possibilita` di installare le macchinette anche nelle sale Bingo significa fare un regalo, abbastanza evidente, alla zona di ambiguita` che contraddistingue questo settore. Limitare tale possibilita` e` un atto di civilta` e per questo inviteremo al voto tutte le forze responsabili del Parlamento.
BAIO (Ulivo). Signor Presidente, esprimo su questo emendamento delle brevissime osservazioni preannunciando sin d’ora il voto contrario, anche a nome di altre colleghe e colleghi. Si ritiene, infatti, che non sia la finanziaria la sede idonea per affrontare il tema del gioco d’azzardo e soprattutto della responsabilita` dello Stato in merito a tale questione.
Di fatto, pero`, teniamo ad esprimere la contrarieta` alla estensione delle sale da gioco sul territorio nazionale ed all’installazione nelle sale Bingo e nei locali collegati delle slot machine. Alcuni di noi sono anche presentatori di un disegno di legge sulla patologia da dipendenza. Ci teniamo, quindi, ad evidenziare che questo problema non deve essere sottovalutato da parte dello Stato, sopratutto per le responsabilita` che lo Stato ha da questo punto di vista.
Quindi, chiediamo al Governo d’individuare una fonte di entrata diversa rispetto a questo e ci impegniamo come Parlamento ad affrontare il problema dal punto di vista legislativo e chiediamo al Governo di collaborare in tal senso, ma soprattutto, di individuare delle risorse da una fonte diversa.
Siamo profondamente convinti che lo Stato deve, in ogni caso, assumere responsabilita` di assoluta trasparenza. Ci sembrava corretto evidenziare questo di fronte all’emendamento sul quale comunque noi, non essendo la sede idonea, esprimeremo un parere contrario.
GRANDI, sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facolta`.
GRANDI, sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze. Il senatore Polledri, gia` in una occasione precedente – mi pare il decreto Bersani- Visco – aveva presentato un ordine del giorno sulla materia al posto di un emendamento. Il senatore Polledri sa che quell’ordine del giorno non e` rimasto senza seguito perche´ poco dopo, anche sulla base della delega che avevo ottenuto, ho scritto ai Monopoli di Stato perche´ si attenessero alle indicazioni dell’ordine del giorno e del Parlamento.
Credo che abbia ragione la senatrice Baio che ringrazio perche´ questa non e` la sede per risolvere il problema. Se il senatore Polledri volesse trasformare questo emendamento in ordine del giorno, l’impegno del Governo ad affrontare il problema c’e`, anche se in questo momento non ho disponibile la soluzione immediata.
POLLEDRI (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facolta`.
POLLEDRI (LNP). Ringrazio la collega ed il Sottosegretario del garbo. Faccio presente, Sottosegretario, che questo sarebbe il quarto ordine il giorno che approviamo sull’argomento. Il primo, a firma di Gianluca Pini, presentato il 2 agosto 2006, che piu` o meno chiedeva di trovare una soluzione; l’altro, a firma del collega Teodoro Buontempo, approvato sempre il 2 agosto.
Insomma, il discorso e` molto chiaro: possiamo rimandarlo, ma di fatto il nodo c’e`. E` politico. Dobbiamo tagliare il legame, che lei sa esistere, con la mafia, non denunciato dal sottoscritto ultimo arrivato, ma dal Presidente della Commissione antimafia, dai tanti Procuratori della Repubblica che ho citato e che stanno indagando; approviamo qualcosa che fermi queste macchinette, almeno nelle sale Bingo, altrimenti non possiamo risolvere il problema. Siamo onesti.
Potrei anche dire al sottosegretario Grandi – ma non voglio infierire perche´ lei sa che potremmo farlo – che ci sono oggi delle storture che attengono alla commistione (abbiamo fatto un grande parlare di commistione di interessi, magari del presidente Berlusconi) tra gestori e concessionari delle reti e delle macchine certificate NewSlot, cioe` tra controllore e controllato, che lei conosce sicuramente bene, che difficilmente potranno reggere a lungo e che lei ben sa attenere anche ad alcune strutture politiche vicine alla maggioranza.
Oggi pero`, lo dico con molta pacatezza, credo non si possa rimandare.
Ringrazio dell’invito, ma, in coscienza, non si puo` rimandare. Non ci sara` mai una sede, signor Sottosegretario, e in politica molte volte bisogna avere anche il coraggio delle azioni. In merito, rivendico con orgoglio quanto il nostro leader, Umberto Bossi fece in una passata finanziaria.
Signor Sottosegretario, collega Baio, quando in periodi di ristrettezza economica il ministro Tremonti propose di consentire l’installazione delle macchinette nelle sale Bingo, perche´ portavano soldi, il mio leader dichiaro` ai giornali che, se fosse passata quella proposta, la Lega sarebbe uscita dal Governo.
Molte volte in politica ci vuole anche il coraggio di dire un no preciso su questioni su cui non si puo` arrivare a compromessi con la propria coscienza. Pertanto, insisto per la votazione dell’emendamento 5.106. (Applausi dai Gruppi LNP, FI e Misto-LD).
5.106Polledri
RespintoDopo il comma 74, aggiungere il seguente:
«74-bis. Nelle sale dove si svolge il gioco del bingo, di cui al decreto ministeriale 31 gennaio 2000, n. 29, e nei locali a queste collegate, non possono, in ogni caso, essere installati gli apparecchi per intrattenimento di cui all’articolo 110 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773».
Conseguentemente ridurre in maniera lineare gli stanziamenti di parte corrente iscritti nella tabella C in misura da conseguire una riduzione di pesa pari a 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008-2010.