I conti in rosso rovinano la vita a studenti, operai, professionisti e commercianti che,quotidianamente,chiedono aiuto al Centro di ascolto della Caritas. Gente di ogni età che quando si trova con l’acqua alla gola è disposta a vendere un organo. Situazioni drammatiche alimentate, molto spesso, anche dalla dipendenza da gioco d’azzardo. Sui tavoli verdi,nelle macchinette o con i gratta e vinci,troppi friulani rovinano le loro vite e quella dei loro familiari. “Ogni giorno registriamo casi di questo tipo – conferma la responsabile dei servizi emergenze della Caritas, Annarita De Nardo – queste persone chiedono aiuto perché non riescono a pagare le rate del mutuo, tant’è che cercano di correre ai ripari aprendo un altro debito senza rendersi conto,però,che in questo modo complicano la propria situazione. Solo dopo un primo colloquio scopriamo che a monte c’è un indebitamento particolare e che i loro conto correnti bancari sono in rosso per effetto delle difficoltà economiche alimentate dai debiti accumulati nel gioco d’azzardo”.
Un numero sempre maggiore di friulani, infatti,non sa resistere sia al fascino del tavolo verde,sia alla sfida con le slot machine. “In questi casi – continua la responsabile del Centro di ascolto della Caritas – è difficile anche per i familiari capire il problema soprattutto se a monte c’è la mania per le macchinette che chiedendo un versamento di 5 euro a partita invogliano alla sfida.La filosofia del giocatore è: più ruba,più deve restituire”.
Una volta riscontrata la dipendenza da gioco,il Centro di ascolto della Caritas attiva il Centro per il recupero dei giocatori d’azzardo di Campoformido guidato dal terapeuta, Rolando De Luca, che sostiene:”Se continuiamo a immettere nuovo gioco d’azzardo è ovvio che in futuro dovremmo aspettarci emergenze”. L’azzardo – insiste De Luca – produce povertà,lutti,disastri,malattie, quando uno è scoperto trova tutte le modalità per tornare a giocare.
Nella rete del gioco cadono anche molte donne. “In passato le settantenni quando rimanevano vedove si dedicavano all’orto,ora,invece,sono in molte a trascorrere le giornate nelle sale bingo o alla ricevitoria del lotto” continua il terapeuta che segue 10 gruppi di recupero a Campoformido. “Ciò che è drammatico – aggiunge – è che qualunque cosa si faccia il disastro è già avvenuto”.
Tra gli esperti di gioco d’azzardo,insomma,la preoccupazione non manca. Il motivo? “Ho l’impressione – conclude De Luca – che gli effetti tampone non porteranno risultati. L’unico intervento serio resta quello di eliminare la pubblicità sul gioco e diminuire,quindi,il volume d’affari annuale sull’azzardo che in Italia,al momento,si attesta su 80mila miliardi di vecchie lire (g.p.)