Corriere della Sera
12 marzo 2008
Pochi fondi,lo Stato aiuta a sorte 3 mila su 91 mila
Oregon, lotteria della salute. Chi vince non paga le cure
Il sorteggio – L’iniziativa dopo i tagli alle risorse per i “working poor”
L’idea che, nel paese più ricco del mondo, gente bisognosa di cure debba affidare le sue speranze ad un sorteggio, è sicuramente raccapricciante. Lo è di certo per noi europei, abituati a sistemi sanitari universali spesso inefficienti che, però, coprono l’intera popolazione. Ma la storia della lotteria dell’Oregon fa sussultare anche gli americani che,pure,non considerano la salute come un diritto.
Negli Stati Uniti la gente è abituata a vedersela quotidianamente con le dure regole di una sanità privata che riduce gli oneri a carico del contribuente,ma lascia 45 milioni di cittadini privi di copertura medica. Quella della lotteria “è una vicenda amara che testimonia della grave degenerazione del sistema sanitario americano” scrive l’Oregonian, il principale quotidiano dello Stato.
E lo Statesman Journal di Salem, nel raccontare le storie della Krueger e di altri che si trovano in condizioni analoghe, nega che, a tenere milioni di persone senza assistenza, lo Stato risparmi: se Shirley avrà un ictus che oggi potrebbe essere evitato con un po’ di prevenzione e qualche farmaco, finirà in un ospedale pubblico (lo Stato ha l’obbligo di intervenire nelle emergenze) e, a quel punto, costerà davvero una fortuna al contribuente americano.
Da tempo sulla stampa si moltiplicano le storie di working poor: cittadini che hanno un reddito superiore al livello minimo della fascia di povertà che dà diritto alla sanità gratuita del sistema Medicaid,ma non sufficiente a pagarsi una polizza sanitaria. Mille dollari o poco più al mese che se ne vanno per l’affitto,il cibo,i trasporti. Storie che,con un’economia in recessione,diventeranno sempre più drammatiche.
Nello Stato della West Coast molti cittadini in difficoltà hanno beneficiato dell’Oregon Health Plan: un programma di aiuti pubblici alle famiglie che a metà degli anni ’90 era arrivato a coprire 130 mila persone prive delle risorse necessarie per acquistare una polizza privata.
Ma il rallentamento dell’economia (che in Oregon è iniziato prima che nel resto del paese) e il calo delle risorse a disposizione del governo statale,hanno imposto, a partire dal 2004, la progressiva chiusura di questo rubinetto assistenziale: molti hanno perso il diritto a farmaci e medici gratis,mentre tutte le nuove richieste sono state respinte.
Dei 600 mila abitanti dello Stato privi di copertura sanitaria (100mila dei quali sono bambini) solo 18mila oggi,sono coperti dall’ Health Plan statale.Le autorità si sono però accorte che,con alcuni piccoli risparmi,era possibile recuperare risorse sufficienti per curare altri 3.000 cittadini.
Ma come sceglierli? In base all’età? Alle patologie denunciate? Al reddito dichiarato? Una scelta difficile,anche perché le leggi federali proibiscono tassativamente ogni forma di discriminazione nella distribuzione degli aiuti. Il ricorso alla lotteria è apparsa,così,la soluzione più pragmatica ed equa.
I nomi dei 91.675 cittadini che si sono iscritti nei 30 giorni previsti dal bando,scaduto ai primi di marzo,verranno ora inseriti in un computer del Department of Human Services che ne tirerà fuori tremila a caso.
Chi non sarà fortunato e non vuole ricorrere alla carità delle fondazioni private,può sperare nelle capacità amministrative dei funzionari dell’Oregon: lo Stato ha infatti promesso che,se verranno realizzati nuovi risparmi,tra qualche mese ci sarà un’altra lotteria sanitaria.
Il ricorso alla “ruota della fortuna” da parte di istituzioni governative non è una stranezza, negli Stati Uniti. Da anni,ad esempio,le green card – i permessi temporanei di lavoro per gli stranieri,anticamera per la concessione della cittadinanza americana – vengono in buona parte assegnate col meccanismo della lotteria. Ma nessuno aveva ancora pensato a una “roulette per la salute”.
Quello che ci era andato più vicino era stato Arnold Schwarzenegger: nel tentativo di far digerire ai contribuenti la sua riforma sanitaria che avrebbe dovuto garantire a tutti i californiani un minimo di copertura medica,, il governatore venuto da Hollywood aveva proposto di coprire una parte dei costi con i proventi di una privatizzazione delle lotterie oggi gestite dallo Stato.
Ma,benché ampiamente pubblicizzato in America e all’estero,l’ambizioso piano di Schwarzenegger non è mai decollato.