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Dipendenti dal gioco
di Annalisa Anastasi
Il 25 maggio 2000 è stata costituita l’Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie (Agita), la prima in Italia a occuparsi di una problematica spesso sottovalutata: il gioco d’azzardo che alla lunga non provoca divertimento,ma crea dipendenza. Il Comune di Campoformido ha patrocinato l’iniziativa,fornendo i luoghi di ritrovo per l’incontro dei gruppi terapeutici che si riuniscono dal 1998 con l’aiuto dello psicoterapeuta,Rolando De Luca. Oltre 100 famiglie,di cui l’80 per cento provenienti dalla regione,ma anche molte dal Veneto ed Emilia Romagna,costituiscono l’associazione di volontariato presieduta da Adriano Valvasori. Tra gli obiettivi,rientrano la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo,la formazione e la ricerca,attivate anche in collaborazione con soggetti istituzionali e non,la tutela dei giocatori e delle loro famiglie,nonché il reinserimento nel mondo del lavoro e nella comunità sociale. Secondo le rilevazioni effettuate,il 3 per cento della popolazione adulta è dipendente,l’86 per cento dei giocatori è di sesso maschile,la maggior parte ha un’età tra i 40 e i 50 anni ed è accompagnata alle sedute dal coniuge o da un fratello o da una sorella. Le donne che iniziano il percorso terapeutico,invece,hanno tra i 50 e i 60 anni e si presentano solitamente da sole. La percentuale d’abbandono della cura è scesa nel 2006/2007 al 4 per cento. Corrono maggiormente il rischio d’abbandono le donne,perché entrano in terapia più tardi rispetto agli uomini. Molti giocatori d’azzardo sono,inoltre forti fumatori o abusano di alcool o altre sostanze. Il vice presidente Maurizio Cechet a tal proposito afferma: “Alzare la cornetta e chiedere aiuto (o432/728639 dalle 10 alle 11.30 dal lunedì al venerdì) è l’unico modo per uscire dal tunnel. I famigliari e gli amici devono intervenire immediatamente quando emerge la problematica, in quanto nelle dipendenze non si tocca mai il fondo, si tende ad andare sempre più giù se non si costruisce la volontà di uscirne sulla base di un percorso terapeutico. “ Il 25 aprile di ogni anno l’Agita organizza una grande festa nel campo sportivo di Zompicchia di Codroipo che costituisce il ritrovo di tutte le persone che,dopo la terapia sono tornate a vivere. Per il 12 ottobre prossimo è,inoltre,previsto a Campoformido il terzo Convegno nazionale sul gioco d’azzardo. “Non bisogna mai sottovalutare – conclude Cechet – il rischio insito nell’iniziare a giocare d’azzardo,perché rovinarsi può essere davvero un gioco.”
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