Scenari drammatici. Siccome le disgrazie non arrivano mai da sole, Rolando De Luca avverte che la dipendenza dal gioco d'azzardo con altre dipendenze, dall'alcol, al fumo, alle droghe. "Prevenzione e terapia vanno pertanto concepite nell'ottica della multidipendenza". Forte dell'esperienza maturata, anche sul fronte della lotta all'alcoldipendenza, De luca prosegue: "Il gico d'azzardo, come l'alcol, come il fumo è una vernice che copre una situazione di sofferenza e dolore". Smettere di giocare, secondo de Luca, "non è difficile, il problema è continuare a non giocare". "Si deve fare un percorso di cambiamento, fino ad arrivare a pensare che il gioco non ha più significato in rapporto alla realtà della vita. L'intervento deve avvenire su tutta la famiglia che è in una situazione di grave disagio. Ma non bisogna disperare. Se il giocatore e la sua famiglia entrano in quest'ottica di cambiamento, i risultati saranno positivi". Certo, rimane il senso di colpa e di vergogna per aver trasgredito alle regole sociali, ma ci si avvia ad una rinascita. In questo senso, De Luca ritiene comunque che il lavoro di gruppo sia "una delle tecniche che vanno privilegiate".