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Il Popolo
05 ottobre 2008
SLOT MACHINE: 1.400 in Provincia
Al Monopolio l'88% netto
di Leo Collin
| Sono circa 1.400 le “Slot machine” o apparecchi da intrattenimento, distribuiti tra bar e altri luoghi pubblici del territorio della provincia di Pordenone. Se ne possono trovare dal minimo di uno o due, alle 20 unità, come al Cinestar o al Bingo. Dalle vecchie macchinette a rullo, mosse da una manovella, in pochi anni siamo passati a sofisticate macchinette elettroniche, con accattivanti giochi di luci, simulazioni sonore e catturanti immagini, comprese le "donnine". Il giocatore e la giocatrice che frequentano i “Newvideo” possono essere divertiti avventori occasionali: infilano la moneta da 50 centesimi o da 1 euro e dopo un paio di giocate smettono e se ne vanno, ad accaniti frequentatori per i quali la compulsività e la voglia di fare una scommessa in danaro, come sfida all’incerto esito futuro si è così radicata, da produrre in loro una forte eccitazione che, per sollecitare sempre più, ha bisogno di aumentare gradualmente. Gli psicologi dicono che alcune persone puntano alla vincita solo in apparenza: al contrario, in loro prevale il desiderio di perdere, in quanto il fatto arreca un’emozione molto più forte. | | | | | | Scheda madre | Il cuore, si fa per dire, di questi infernali giochi elettronici è dato da una “scheda madre” programmata per far sì che in un ciclo di 140 mila giocate sia garantita la restituzione del 75% di quanto è stato giocato, con premi in danaro che, al massimo, possono raggiungere i 50 o 100 euro per volta. Non di più perché la legge ne fa divieto. Qui nasce il meccanismo catturante della sfida: non è prevedibile dopo quante giocate avverrà la “meritata” vittoria e la restituzione della cifra investita. Può accadere ad un avventore occasionale, intervenuto dopo le infinite giocate di chi, nel frattempo, ha dilapidato quanto possedeva in tasca. Questi “aggeggi” possono essere collocati nei locali con apposite licenze accordate dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato i quali si assicurano circa l’88% dell’incasso. Il restante 12% viene suddiviso tra chi cura la gestione degli apparecchi (si tratta di poche società presenti in Italia) e l’esercente che li ospita. Ogni scheda madre, mediante modem, è collegata ai Monopoli che, attraverso la Finanza, esercitano un controllo giornaliero, anche recandosi sul posto. A volte trovano, per testimonianza diretta, non tanto giovani, ma padri di famiglia o pensionati; sia italiani che stranieri (specialmente indiani, filippini o provenienti da paesi arabi). Lamentano che le macchinette imbrogliano ma, dopo gli accurati controlli, risultano essere regolari! |
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